Cosa avete intenzione di fare con la Palestina? Il rumore del silenzio è assordante. USA, Italia, Gran Bretagna, Francia… ignobili assassini callaborazionisti di uno Stato, Israele, che oltremodo crede di essere il popolo eletto di un Dio che pensiamo sia anche il nostro, ma in realtà, non è neanche il cugino lontano. La Palestina è rimasta al buio. Le luci si sono spente o si stanno spegnendo. La Flotilla ci ha provato ma i popoli vengono distratti facilmente.

Cosa avete intenzione di fare con la Palestina?

Il Papa è muto e insieme a lui il fan club di Dio tace. Le preghiere non servono… se esiste un Dio è sordo o troppo impegnato a formare altre vite in altre galassie. I potenti della terra hanno appoggiato il piano Trump… i mezzucci gli sono riusciti e i lecca culi europei hanno retto il gioco. Tutta una montatura: Venezuela, Groenlandia e finti scontri sui dazi.

La voce grossa senza gridare

La Cina intanto gli stacca la corrente e inizia la de-dollarizzazione. Israele uccide sotto il manto protettivo di questi delinquenti. Il mondo finge di non vedere, perché vedere costa, perché guardare davvero obbliga a scegliere, e scegliere significa sporcarsi le mani.

Cosa avete intenzione di fare con la Palestina?

Meglio il comunicato tiepido, la condanna condizionale, il “diritto a difendersi” ripetuto come una nenia, buona per assolvere qualunque massacro purché avvenga lontano dai nostri salotti. La Palestina non è solo un luogo: è una prova. È il banco di collaudo dell’ipocrisia occidentale e il tentativo per un ordine mondiale che parla di diritti umani come di un prodotto da esportazione, salvo poi ritirarlo dal mercato quando intralcia affari, alleanze, equilibri di potere.

Il rumore del potere

Le bombe non fanno rumore nei palazzi del potere, arrivano ovattate, filtrate, ridotte a “operazioni”, “incidenti”, “danni collaterali”. Le vittime diventano numeri, i bambini ombre, le macerie un dettaglio. Intanto si riscrive la realtà. Si confonde chi resiste con chi opprime, chi muore con chi decide, chi subisce con chi comanda. Si pretende neutralità davanti all’ingiustizia, come se il silenzio fosse una posizione morale e non una complicità.

Cosa avete intenzione di fare con la Palestina?

La storia, quella vera, prende appunti. Non dimentica chi ha parlato e chi ha taciuto, chi ha rotto l’assedio e chi ha chiuso gli occhi. Il buio non è solo sopra Gaza: è dentro le cancellerie, nelle redazioni, nei pulpiti. È un buio scelto, coltivato, difeso. Ma ogni buio ha una paura: la luce. E la luce, prima o poi, arriva. Arriva dalle crepe, dai popoli che non si lasciano distrarre per sempre, da chi continua a chiamare le cose col loro nome. Arriva lenta, forse, ma arriva. E quando arriva, il silenzio non basta più.

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