Riarmo: Il governo italiano mette i soldi su questa nefandezza. Non le briciole, non gli spiccioli rimasti sul fondo del bicchiere: i soldi veri. Quelli prelevati in emergenza, quando il Paese respirava con i polmoni bucati dal Covid. Quelli strappati al futuro in nome della necessità. Quei soldi. Presi da Conte per tenere in piedi un’Italia chiusa in casa e oggi bruciati dalla Meloni nel grande falò del riarmo.
Riarmo: Il governo italiano mette i soldi su questa nefandezza
E dentro quel falò c’è anche questa nuova, lucida nefandezza tecnologica: i cannoni laser.Non esiste – ci tengono a precisare – un “cannone laser italiano” con tanto di tricolore stampato sopra. No, è tutto più elegante, più ipocrita, più europeo. Si chiamano collaborazioni, partnership, programmi congiunti. Leonardo, MBDA, consorzi internazionali, fondi europei per la difesa. Parole pulite per descrivere una cosa semplice: l’Italia investe in armi che sparano luce per spegnere vite.
Leonardo=Italia
Leonardo è ovunque. Mani ovunque. Occhi ovunque, basti pensare che ha una scrivania all’ultimo piano della Farnesina, insieme ai servizi segreti e chissà quale altra bestemmia. Parte attiva nel progetto DragonFire, sistema laser ad alta potenza sviluppato con i britannici, l’Italia fornisce il puntamento. L’occhio che decide dove colpire. Il dito che non preme il grilletto, ma guida il raggio.
Riarmo: Il governo italiano mette i soldi su questa nefandezza
Entro il 2027, dicono, queste armi saranno operative sulle navi militari. Navi che solcano mari già saturi di morte, migrazioni, guerre per procura. Poi c’è THEMA, il nome gentile di un progetto europeo per costruire un cannone elettromagnetico. Anche qui l’Italia è dentro, attiva, convinta. Fondo Europeo per la Difesa, prototipo entro il 2028. Tradotto: soldi pubblici per trasformare la fisica in offesa, la ricerca in distruzione, l’ingegneria in minaccia permanente. Ci raccontano che serve per i droni. Sempre i droni. Il nemico piccolo, invisibile, perfetto per giustificare qualunque escalation. Neutralizzazione chirurgica, precisione millimetrica, munizioni illimitate.
Falsi come i denti di mio nonno
Lo dicono come fosse una virtù. Dieci sterline a colpo, spiegano per DragonFire. Come se il problema fosse il prezzo, non il bersaglio. Il linguaggio è quello della fiera tecnologica: applicazioni navali, terrestri, aeree, sensori, telerilevamento, illuminazione del campo di battaglia… illuminazione. Una parola poetica usata per descrivere la guerra. La luce che non serve a vedere, ma a colpire meglio.
Riarmo: Il governo italiano mette i soldi su questa nefandezza
Intanto l’Italia “è al passo”. Così dicono. Al passo con chi corre verso il baratro. Al passo con un mondo che investe centinaia di miliardi per rendere la guerra più efficiente, più economica, più automatica. Al passo con l’idea che la pace sia un lusso e la difesa un business. E mentre ci spiegano che non ci sono soldi per la sanità, per la scuola, per i salari, la luce dei cannoni laser cresce. Fredda… silenziosa… perfetta. Non fa rumore, non sporca, non lascia bossoli, ma brucia lo stesso, e quei soldi, ancora una volta, servono per esser servi dei servi dei soldi.
