Congelare il tumoreRisonanza magnetica per congelare il tumore - centorighe.com

La crioterapia a -180 gradi sta diventando un’alternativa al bisturi. Alcune notizie sembrano scritte per raccogliere milioni di visualizzazioni. Una macchina per la risonanza magnetica identifica un tumore, lo congela e permette al paziente di tornare a casa poche ore dopo. In definitiva, Congelare il tumore è possibile grazie a questa pratica, seppur ancora soggetta a studio. Invece dietro la spettacolarizzazione sui social esiste qualcosa di concreto, documentato e già utilizzato sui pazienti.

Congelare il tumore a -180 gradi

Il Liverpool Hospital si trova nella zona sud-occidentale di Sydney. L’area è al centro di una vasta riqualificazione che prevede nuove infrastrutture, servizi sanitari avanzati e spazi dedicati alla formazione clinica e alla ricerca per migliorare l’assistenza ai pazienti.

È stata realizzata una struttura avanzata di radiologia interventistica, la IR-MACS, inserita nel grande progetto di riqualificazione del Liverpool Health e Academic Precinct. Queste strutture supportano un ambiente integrato dove diverse discipline collaborano per offrire cure più rapide ed efficaci.

MRI, tomografia computerizzata, angiografia ed ecografia possono lavorare all’interno dello stesso ambiente operativo. Queste tecnologie permettono ai medici di vedere cosa fanno mentre intervengono sul paziente. Inoltre, è possibile Congelare il tumore durante procedure mirate, evitando interventi decisamente più invasivi.

Qui però bisogna togliere immediatamente di mezzo un equivoco diventato virale… non è la risonanza magnetica a congelare il cancro

La MRI rappresenta gli occhi del medico.

Individua il bersaglio, permette di seguire la procedura e osservare la zona sottoposta al congelamento.

Questo approccio consente di Congelare il tumore in modo mirato.

L’arma vera e propria è la crioablazione.

Essa avviene tramite criosonde sottili introdotte per via percutanea nel tessuto tumorale.

Le sonde producono temperature estremamente basse e provocano la distruzione delle cellule interessate.

Niente fantascienza, quindi.

Inoltre, medicina, fisica e imaging lavorano insieme contro lo stesso bersaglio.

Congelare il tumore a -180 gradi

Una descrizione ancora più impressionante arriva dal Dr Glen Schlaphoff, responsabile della Radiologia Interventistica del Liverpool Hospital.

Inoltre, Egli ha eseguito la prima crioablazione australiana in-bore guidata dalla risonanza magnetica.

Schlaphoff, parlando del ghiaccio intorno alla lesione, usa parole chiare.

“Quel ghiaccio viene utilizzato per uccidere il tumore in maniera estremamente precisa e circoscritta”.

Non è la frase di un influencer.

Non è lo slogan di un’azienda che deve vendere una macchina.

È la spiegazione del medico che quella tecnologia la utilizza.

Il principio è affascinante nella sua apparente semplicità.

Raggiungere il tumore, introdurre la criosonda e abbassare drasticamente la temperatura del tessuto bersaglio.

Con il controllo dell’immagine si osserva la formazione dell’ice palla, la sfera di ghiaccio circoscritta.

La zona da distruggere viene progressivamente inglobata.

Il gioco è fatto.

Ciao ciao al bisturi?

La differenza rispetto alla chirurgia tradizionale può essere enorme.

Per raggiungere determinati tumori non è necessario aprire il corpo chirurgicamente.

Definire questa procedura come senza una sola incisione sarebbe tecnicamente scorretto.

Infatti le sonde devono comunque attraversare la pelle.

Minimamente invasiva è la definizione corretta.

Un elemento interessante arriva dal Dr Hao Xiang, radiologo interventista del Liverpool Hospital.

Il profilo professionale documenta l’impiego della crioablazione nel trattamento di tumori che interessano principalmente rene, fegato e polmone.

Questo impiego avviene anche con intento curativo in pazienti opportunamente selezionati, oltre all’impiego palliativo e nel controllo del dolore oncologico.

Xiang partecipa inoltre all’attività di formazione sulla crioablazione svolta dal Liverpool Hospital.

Congelare il tumore a -180 gradi

Questo significa una cosa fondamentale… non siamo davanti a una macchina esposta in qualche congresso aspettando che qualcuno decida se provarla sull’uomo, siamo davanti a una tecnologia inserita nella pratica della radiologia interventistica, utilizzata da specialisti e contemporaneamente oggetto di ulteriore ricerca. Il National Cancer Istituto riconosce applicazioni della criochirurgia in diversi contesti oncologici, tra cui determinati tumori della prostata, del fegato, delle ossa e del polmone, mentre altre indicazioni continuano a essere studiate.  Esistono inoltre studi clinici sulla crioablazione guidata dalla risonanza magnetica e sperimentazioni che stanno valutando il congelamento del tumore persino in confronto alla chirurgia conservativa in pazienti selezionate con carcinoma mammario.

Congelare-il-tumore-centorighe.com_-819x1024 Congelare il tumore a -180 gradi: il bisturi comincia ad avere un rivale

La crioablazione è prevalentemente un trattamento locale, non può cancellare automaticamente una malattia metastatica disseminata nell’organismo, non è indicata per qualsiasi tumore, la possibilità di utilizzarla dipende dalle dimensioni e dalla posizione della lesione, dagli organi circostanti, dal tipo di neoplasia e dalle condizioni del paziente… non sostituisce indiscriminatamente chirurgia, chemioterapia, radioterapia, immunoterapia o terapie mirate. Ma sarebbe altrettanto assurdo minimizzarne la portata.

La guerra contro il cancro

Per decenni abbiamo immaginato la guerra contro il cancro come la ricerca di una singola arma definitiva, forse il futuro sarà invece completamente diverso… decine di armi differenti, sempre più selettive, capaci di scegliere il bersaglio invece di trasformare l’intero organismo nel campo di battaglia. A Sydney una di queste armi utilizza il freddo. La risonanza guarda, il medico guida, la criosonda congela… il tumore diventa il bersaglio. Non abbiamo bisogno di chiamarlo miracolo. Quello che sta realmente accadendo è già abbastanza straordinario.

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