Con le parole di Pif per identificare Salvini. Con parole letteralmente da incorniciare, Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, siciliano doc, ha preso una posizione durissima sul Ponte sullo Stretto, demolendolo da cima a fondo.
Con le parole di Pif
Ma, soprattutto, ha demolito politicamente e culturalmente il suo principale promotore: Matteo Salvini.
“Il Ponte sullo Stretto? Nient’altro che una mera, ma costosissima, operazione d’immagine – ha detto a “la Stampa” – Un monumento all’ego di Salvini, l’ipoteca che ha messo sulla sua carriera politica.
Probabilmente pensa che realizzando il Ponte si assicurerà una vita politica. È un monumento a se stesso. Altrimenti non si spiega perché abbia cambiato idea.
Fino a qualche tempo fa Salvini sosteneva che il problema non fosse attraversare lo Stretto ma arrivare allo Stretto. Me lo ricordo bene perché è stata la prima volta, e probabilmente l’unica, in cui mi sono trovato d’accordo con lui. Poi ha cambiato idea pure sul Meridione: prima gli faceva schifo, adesso si è eretto a patriota del Sud”.
Il ponte dei guai
Sarebbe bastato questo per undici minuti d’applausi. Ma poi Pif è entrato nel dettaglio.
“Non si tratta di essere di destra o di sinistra. È fattuale che il progetto non è assolutamente una priorità politica, con tutti i disastri che abbiamo nella nostra isola.
Quei 13,5 miliardi sono una bella cifra che non spenderei per collegarci alla Calabria. Li investirei per far sì che la Sicilia diventi una regione di un Paese europeo e non dell’Africa centrale. Per esempio si potrebbe cominciare dagli ospedali siciliani che sono a livello del Terzo Mondo. I medici e gli infermieri vivono e lavorano in condizioni indegne, ma purtroppo ancora una volta la politica gioca sulla vita dei cittadini per un proprio vantaggio.
Con le parole sulla viabilità
Mi concentrerei sulla viabilità interna. Nella vita quotidiana dei siciliani i problemi pratici sono gli spostamenti: per arrivare da Trapani a Messina ci metti dalle sei alle otto ore in treno. Fai prima ad andare a New York (e non è una battuta). Ora tra l’altro stanno facendo i lavori e non ci sono manco i treni. Ormai in Sicilia si circola solo in pullman: è tutto pullman, come in Messico, e guarda caso alcuni politici sono titolari dei trasporti siciliani.
Politici ascoltate
A chi ci governa dico: prima risolvete l’infrastruttura interna alla Sicilia, liberatela dai pullman, fate una metro efficiente, sostituite i treni a gasolio, e poi, se volete, una volta fatto tutto questo riparliamo pure del Ponte senza problemi… Non sono contrario in linea di principio al progetto.
Ammesso che si riesca a fare, e che non crolli, impiegheremo cinque minuti per attraversare il mare e ore e ore per arrivare a Menfi.
Per dirla alla siciliana, questa storia del Ponte è una minch**** pazzesca”.
Stimo quest’uomo, quello a sinistra.
Oggi un po’ di più.
