Chi pagherà per un cuore fasullo trapiantato? Chi pagherà per aver ammazzato un bambino? Chi restituirà al tempo le ore spezzate, alle madri il diventare cenere, ai padri la dignità scorticata dall’impotenza? Chi risponderà al grido che sale dalla terra come un vapore nero, denso, irrespirabile, che soffoca il cielo e corrompe le stelle?
Chi pagherà per un cuore fasullo trapiantato?
Camminiamo su un mondo che ha smesso di tremare davanti al sangue, che conta i morti come si contano i sassi sul ciglio di una strada, senza chinarsi, senza fermarsi, senza chiedere perdono. Le nostre mani sono pulite soltanto perché abbiamo imparato a non guardarle, a tenerle chiuse, a fingere che il calore che le attraversa non sia colpa.
Ogni respiro è un insulto
Ma ogni battito che sentiamo nel petto è un’eco rubata, ogni respiro è un debito che non sappiamo più a chi restituire. C’è un bambino che non diventerà uomo, e nel suo silenzio spezzato c’è l’accusa più feroce, perché non urla, non maledice, non reclama: semplicemente manca.
Chi pagherà per un cuore fasullo trapiantato?
La sua assenza è una voragine che inghiotte le nostre giustificazioni, i nostri comunicati, le nostre parole sterili. È un vuoto che pesa più di qualsiasi condanna. Chi pagherà il prezzo della nostra indifferenza, del nostro voltare lo sguardo, del nostro fingere che non ci riguardi? Chi laverà la terra dalle impronte di questa follia travestita da progresso, di questa scienza che dimentica il sacro, di questa politica che baratta la vita con il consenso?
Nessuno pagherà?
Forse nessuno pagherà. Forse continueremo a vivere come se il mondo non stesse morendo lentamente tra le nostre braccia. Ma verrà un giorno in cui il silenzio presenterà il conto, e allora capiremo che non esiste assoluzione per chi ha lasciato morire un innocente, e ha continuato a respirare come se nulla fosse.
