BIENNALE DI VENEZIA 2026, 61ma EDIZIONE. L’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia inaugura ufficialmente sabato 9 maggio, e fino a domenica 22 novembre 2026 invade i Giardini, l’Arsenale e altri luoghi di quella città sospesa sull’acqua che possiamo definire – senza peccare di presunzione – capitale dell’arte contemporanea.

BIENNALE DI VENEZIA 2026, 61ma EDIZIONE
In Minor Keys sarà un’edizione speciale: questo il titolo scelto dalla curatrice Koyo Kouoh, nominata Direttrice artistica del Settore Arti Visive nel novembre 2024 e scomparsa prematuramente a pochi mesi da questa prestigiosa nomina, a maggio del 2025. Prima curatrice africana della Biennale, è stata una esponente di rottura nel panorama artistico mondiale: i suoi lavori hanno denunciato i meccanismi postcoloniali invitando alla rilettura delle narrazioni dominanti attraverso l’arte africana e diasporica.
Le appartenenze culturali
La sua doppia appartenenza culturale (ricordiamo che Koyo Kouoh si era trasferita con la famiglia a Zurigo all’età di tredici anni), ha donato al suo lavoro artistico una forte connotazione critica: mostre come “Body Talk: Feminism, Sexuality and the Body in the Works of Six African Women Artists”, presentata nel 2015 al Wiels di Bruxelles, sviluppano una riflessione incisiva sulle rappresentazioni del corpo e sulle pratiche femministe nel contesto africano.
VENEZIA 2026… e la personalità potente
Una personalità potente che da subito ha lavorato al progetto curatoriale della Biennale, definendo testo teorico, artisti e opere, catalogo, identità grafica e architettura degli spazi, dialogando costantemente con gli artisti da invitare, e che il suo team ha portato avanti realizzando la Mostra “secondo il progetto da lei ideato, per preservare, valorizzare e diffondere le sue idee e il lavoro svolto con dedizione”, come riporta il sito ufficiale della Biennale di Venezia. Il titolo in Minor Keys si traduce letteralmente come “in tonalità minori”, ma metaforicamente significa “in modo malinconico, sommesso, riflessivo”. Un’espressione musicale usata per descrivere atmosfere delicate o tristi, ed è il tema di questa Biennale, che invita a un approccio lento, intimo e resistente alla fretta.
Arte dualistica…
Artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni: saranno in totale 110 partecipanti selezionati dalla curatrice privilegiando affinità e contrasti emersi proprio in virtù della differente provenienza geografica che abbraccia il mondo intero. Il messaggio fondamentale è l’apertura, la curiosità verso realtà opposte che lavorando insieme possono creare. E’ la creazione, la possibilità di andare oltre, di varcare la soglia di noi stessi per abbandonarci al mondo circostante, senza barriere, senza limiti, solo con gli occhi aperti desiderosi di catturare ciò che non si conosce per elevarci a un livello superiore di consapevolezza.
VENEZIA 2026… il messaggio
Un messaggio autentico e attuale che parte dal personale per arrivare all’universale, come solo l’arte sa fare. L’invito è dolce e categorico: concedere spazio al riposo, alla contemplazione e all’ascolto profondo di se stessi e del mondo, lasciandosi plasmare dall’esperienza delle installazioni multisensoriali. Ancora una volta la cultura si conferma regina assoluta della produzione di bene comune, pensato per tutti, senza distinzioni di alcun genere, sesso, razza, provenienza, lingua. Alla Biennale guardiamo tutti attraverso gli stessi occhi, quelli di Koyo Kouoh.
