Agguato vigliacco a Roma, a pochi passi da Parco Schuster, proprio mentre si chiudevano le celebrazioni della Liberazione. Una scena che racconta più di mille discorsi: dove finiscono memoria civile, partecipazione e festa democratica, arriva sempre qualche miserabile a portare il linguaggio della violenza.
Agguato vigliacco a Roma, a pochi passi da Parco Schuster
Un uomo con casco integrale, nascosto dietro l’anonimato di uno scooter, ha esploso diversi colpi con una pistola ad aria compressa, ferendo due persone nella zona di San Paolo. Non è soltanto cronaca nera. È il ritratto di una degenerazione sociale fatta di codardia, esibizionismo criminale e culto dell’impunità. Gente senza volto, senza spina dorsale e senza dignità che scambia l’aggressione per forza, il terrore per divertimento, la fuga per coraggio.
Ignobili fascisti
Individui allevati nell’idea che tutto sia lecito, che colpire uno sconosciuto sia un gioco, che seminare panico tra famiglie e cittadini sia una bravata da raccontare agli amici. Dietro episodi simili c’è un deserto morale che cresce da anni. L’educazione sostituita dalla strafottenza, il rispetto divorato dall’arroganza, la responsabilità cancellata dal narcisismo da periferia mentale.
Agguato vigliacco a Roma, a pochi passi da Parco Schuster
La sottocultura porta fascismo e criminalità, perché dove manca il pensiero cresce il culto della forza bruta. La sottocultura porta l’abbassamento dei valori morali, trasforma la volgarità in modello, l’ignoranza in vanto, la violenza in linguaggio quotidiano.
Non servono grandi analisi sociologiche per capire il problema: troppi piccoli vigliacchi si sentono padroni delle strade perché pensano che non pagheranno mai nulla.
Roma, città immensa e ferita, meriterebbe ben altro che essere ostaggio di queste comparse da scooter.
Roma e sicurezza
Meriterebbe sicurezza vera, controlli costanti, pene serie e soprattutto la fine di ogni indulgenza culturale verso chi trasforma lo spazio pubblico in una giungla personale. Perché ogni volta che si minimizza, ogni volta che si parla di “ragazzata”, si regala altro terreno alla barbarie. Colpire due persone a caso e scappare coperti da un casco non è ribellione, non è disagio, non è protesta. È solo la miserabile liturgia dei codardi. E contro i codardi non servono scuse: servono legge, fermezza e una società che smetta di tollerare l’intollerabile.
