Avete voluto far riarmare la Germania? Bravi: ora, in Sassonia-Anhalt, comandano gli estremisti di destra di AfD hanno conquistato oltre il 44% dei voti. Non governano ancora il Land e non governano la Germania, ma si trovano a un passo dalla prima guida regionale dell’estrema destra tedesca dal 1945. Il ramo locale del partito è ufficialmente classificato come formazione estremista di destra accertata. Forse la gente ha la memoria corta oppure anche chi governa i macrosistemi è così sottoculturato da non conoscere la storia o da non attribuirle alcuna importanza. La Germania ha sempre dimostrato una certa disposizione alla guerra… Io due domande sull’opportunità di consentirle un riarmo tanto massiccio me le farei.

Avete voluto far riarmare la Germania? Bravi

La precisione dei dati non ridimensiona l’allarme, al contrario, lo rende più concreto, credibile, terribilmente difficile da liquidare come semplice propaganda antifascista. A Berlino governa ancora Friedrich Merz con CDU, CSU e SPD, mentre AfD resta formalmente all’opposizione, aspettando che crolli definitivamente il muro.

Sta crollando il muro

Un muro politico costruito per impedire alle destre estreme di entrare nelle istituzioni governative, ma ormai attraversato da crepe sempre più profonde. Non parliamo di qualche nostalgico ubriaco con il braccio alzato, nascosto dentro una birreria e fotografato durante una miserabile commemorazione. Parliamo del primo partito regionale, sostenuto da quasi un elettore su due, pronto a controllare polizia, scuole, cultura, amministrazione e informazione pubblica.

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Il suo programma prevede deportazioni, remigrazione, classi separate per i figli dei rifugiati, nazionalismo scolastico, limitazioni delle politiche inclusive e ridimensionamento dei media pubblici. Non occorre cercare vecchie uniformi negli armadi. Il fascismo contemporaneo indossa completi eleganti, comunica su TikTok, partecipa alle elezioni e reclama democraticamente pieni poteri. La questione è complessa e proprio per questo più pericolosa. AfD ha persino contrastato la modifica costituzionale che ha liberato le spese militari dal freno all’indebitamento, preferendo rapporti più accomodanti con la Russia.

Il riarmo

Il riarmo tedesco nasce dalle decisioni dei partiti tradizionali, dalla guerra ucraina, dalle pressioni americane, dalla NATO e dalla nuova ossessione europea per la sicurezza. La Germania prevede 783,8 miliardi di euro di spese collegate alla difesa tra il 2026 e il 2030, puntando al 3,5% del PIL entro il 2029. Il problema, dunque, non è sostenere che le armi producano automaticamente nazismo. Il problema è ricordare che le armi sopravvivono sempre ai governi. Quindi, metterle nelle mani dei neonazisti è come mettere la paglia vicino al fuoco.

Da una mano all’altra

Si costruiscono arsenali pensando che resteranno eternamente nelle mani rassicuranti dei democratici, dimenticando che gli elettori possono consegnarne le chiavi agli estremisti. Oggi comanda Merz, domani potrebbe comandare chi considera la democrazia un ostacolo, gli stranieri un’infezione, il dissenso una malattia da estirpare. La storia non torna necessariamente con le medesime divise, le stesse bandiere, gli stessi baffetti e le stesse adunate illuminate dalle torce.

Avete voluto far riarmare la Germania? Bravi

Torna quando una società umiliata, impaurita, impoverita e politicamente abbandonata cerca un nemico sul quale scaricare ogni fallimento collettivo. La Sassonia-Anhalt porta ancora le ferite della riunificazione, della deindustrializzazione, dell’emigrazione giovanile, dei salari inferiori e della lontananza dal potere occidentale. AfD trasforma queste ferite in rancore, il rancore in identità, l’identità in esclusione, l’esclusione in un progetto politico organizzato e perfettamente riconoscibile.

E gli altri?

I partiti tradizionali, intanto, parlano di sacrifici, nemici, minacce, frontiere, carri armati, leva militare, economia di guerra e necessaria disponibilità al combattimento. Poi fingono stupore quando gli elettori scelgono l’originale estremista invece della copia moderata, ripulita con qualche parola europeista e molte ipocrisie istituzionali.

Nessun popolo nasce geneticamente guerriero. Esistono però apparati, culture politiche, miti nazionali e classi dirigenti capaci di riattivare pulsioni che credevamo sepolte.

Chi è realmente questa nazione?

La Germania possiede istituzioni democratiche solide, una Costituzione antifascista, controlli parlamentari, federalismo, magistratura indipendente e una memoria pubblica costruita dopo la catastrofe? Tutta scena… rimangono nazisti a vita.

Nessuna democrazia è eterna per decreto. Nessuna Costituzione si difende da sola quando milioni di cittadini decidono che non serve più. La domanda corretta non è soltanto se la Germania abbia diritto di difendersi. La domanda è chi potrà comandare domani quelle forze gigantesche.

Avete voluto far riarmare la Germania? Bravi

Bravi, avete normalizzato il riarmo, trasformato la pace in debolezza, il dubbio in tradimento, la diplomazia in vigliaccheria e la guerra in inevitabile destino. Adesso guardate attentamente chi avanza verso gli arsenali. La storia non ha perso la memoria: probabilmente siamo noi ad aver perduto l’intelligenza.

© Fabio Fiorina

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