Oggi, domenica 8 marzo 2026, durante l’Angelus in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha pronunciato un messaggio intenso e carico di significato, toccando tre temi centrali del nostro tempo: la pace nel mondo, la dignità delle donne e il valore della conversione spirituale nel cammino della Quaresima.

Angelus dell’8 Marzo

Davanti ai fedeli riuniti in piazza e a milioni di persone collegate da ogni parte del mondo, il Pontefice ha innanzitutto espresso forte preoccupazione per la situazione internazionale. In particolare ha richiamato l’attenzione sulla crescente tensione tra Iran, Israele e Stati Uniti, sottolineando il pericolo che il conflitto possa estendersi a tutto il Medio Oriente.

Profonda costernazione

Il Papa ha parlato di notizie che provocano “profonda costernazione”, ribadendo con forza la necessità che tacciano le armi e che si interrompa la spirale di violenza che continua a colpire popolazioni già provate da anni di instabilità.Il suo appello ai leader del mondo è stato chiaro: scegliere la via del dialogo e della diplomazia invece di quella delle armi. Ha ricordato che ogni escalation militare rischia di coinvolgere nuovi Paesi e nuove comunità, aggravando ulteriormente la sofferenza delle popolazioni civili.

Angelus dell’8 Marzo

Nel giorno in cui si celebra la Giornata internazionale della donna, il Papa ha dedicato una parte significativa del suo intervento alla dignità femminile. Ha ricordato come, in molte parti del mondo, troppe donne continuino ancora oggi a subire discriminazioni, ingiustizie e violenze, spesso fin dalla più tenera età. Per questo ha espresso vicinanza e solidarietà a tutte coloro che soffrono e ha invitato la comunità cristiana a impegnarsi con decisione per il riconoscimento della piena dignità e dei diritti delle donne.

Le conclusioni

Infine, nella sua riflessione spirituale, il Pontefice ha commentato il passo evangelico della Samaritana, spiegando che l’incontro con Cristo rappresenta la risposta più profonda alla sete interiore dell’essere umano. La Quaresima, ha ricordato, è un tempo privilegiato per cambiare sguardo e trasformare il cuore: liberarsi dall’odio, superare le divisioni e riscoprire la fede come strada concreta per diventare, ogni giorno, autentici costruttori di pace.

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