Sì, questa destra italiana fa paura: disorganizzata, servilismo puro verso lobby e guerrafondai, spacciatori di armi. Corre dietro ai potenti del momento, cambia slogan come si cambia una giacca, recita la parte della sovranità mentre firma obbedienze a catena. Parla di patria con la mano sul petto e con l’altra apre il portafoglio a interessi stranieri, multinazionali e mercanti del conflitto.

Sì, questa destra italiana fa paura

Urla ordine, ma genera solo confusione. Promette sicurezza, ma alimenta tensioni sociali e paura permanente. Ma la sinistra mi fa ancora più paura… perché questa sinistra non ho ancora capito cosa è. Non è più popolo, non è più lavoro, non è più lotta per i diritti concreti. È diventata un oggetto sfocato, una nebbia lessicale fatta di parole eleganti e sostanza evanescente.

Slogan e slogan

Un laboratorio di slogan raffinati dove tutto viene discusso, analizzato, teorizzato… ma quasi nulla viene difeso davvero. Dov’è la sinistra che parlava agli operai, agli impiegati, ai precari, ai pensionati dimenticati? Dov’è quella che sapeva sporcarsi le mani nei quartieri popolari, nelle fabbriche, nelle scuole che crollano, negli ospedali svuotati?

Sì, questa destra italiana fa paura… anche la sinistra

Oggi sembra più attenta ai salotti televisivi che alle periferie, più preoccupata di apparire corretta che di essere utile. La destra almeno mostra il proprio volto, duro, cinico, spesso arrogante. Questa sinistra invece indossa mille maschere: progressista con i deboli, prudente con i forti, radicale nei convegni, moderata nei palazzi. Parla di giustizia sociale e poi accetta regole economiche che producono disuguaglianza. Difende i diritti civili, sacrosanti, ma dimentica quelli sociali, senza i quali la libertà resta un lusso per pochi. Ed è questo il punto che inquieta: quando non sai più distinguere cosa rappresenti chi dovrebbe rappresentarti, nasce il vuoto.

Il vuoto

E nel vuoto avanzano rabbia, astensione, demagoghi e mercanti di illusioni. Perché una destra feroce si può combattere. Ma una sinistra smarrita, liquida, irriconoscibile, rischia di consegnare il futuro senza neppure accorgersene.

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