SÁNCHEZ CHIEDE GIUSTIZIA, L’ITALIA VOTA NO. VERGOGNA EUROPEA!
Pedro Sánchez, tra il rumore dei codardi e il silenzio dei complici, ha avuto il coraggio che manca a troppi governi europei. Il premier spagnolo ha chiesto ufficialmente la sospensione dell’Accordo di Associazione tra Unione Europea e Israele, denunciando ciò che ormai il mondo intero vede: violazioni gravissime dei diritti umani e del diritto internazionale nella tragedia di Gaza.
SÁNCHEZ CHIEDE GIUSTIZIA, L’ITALIA VOTA NO!
Una posizione limpida, netta, degna di chi ricorda ancora che la politica dovrebbe avere una schiena dritta e non soltanto ginocchia consumate. Sánchez ha richiamato l’articolo 2 dell’accordo, quello che lega ogni partnership al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici. In sostanza ha detto una verità semplice: chi calpesta il diritto non può pretendere privilegi diplomatici e commerciali.
E mentre Madrid parlava con dignità, Roma faceva ciò che le riesce meglio negli ultimi anni: chinare il capo.
La Meloni vota no
L’Italia del governo Meloni ha votato no, scegliendo ancora una volta la strada del servilismo travestito da prudenza. Una postura ormai cronica: forti con nessuno, obbedienti con chiunque conti davvero. Tajani ha ribadito la difesa delle ragioni israeliane come un impiegato che timbra il cartellino della sudditanza geopolitica. Meloni, che ama atteggiarsi a donna forte nei comizi e nelle scenografie patriottiche, quando si entra nei saloni del potere internazionale si dissolve in una prudenza da corridoio.
SÁNCHEZ CHIEDE GIUSTIZIA, L’ITALIA VOTA NO!
Sovranista in patria, silenziosa all’estero. Una leonessa da manifesto che diventa gattina davanti agli interessi che comandano davvero.
E poi c’è la Germania, eterna sacerdotessa dell’ipocrisia continentale. Maestra nel distribuire lezioni morali agli altri, improvvisamente muta quando la morale costerebbe qualcosa. Sempre pronta a parlare di valori, purché non disturbino commercio, convenienze e architetture di potere. Berlino recita l’etica come un attore stanco recita una parte imparata male.
La Spagna nazione degna di rispetto
Sánchez ha ricordato all’Europa una verità devastante: non si può essere inflessibili con Mosca e ciechi con Gaza. Non si può usare il diritto internazionale come una clava contro alcuni e come un soprammobile contro altri. Questo doppio standard sta divorando la credibilità europea più di qualsiasi crisi economica.
La Spagna oggi mostra che una voce libera è ancora possibile. L’Italia e la Germania mostrano invece il volto di un continente esausto, piegato, mercantile. E quando la storia presenterà il conto, non basteranno conferenze stampa, sorrisi istituzionali e frasi di circostanza a lavare la vergogna.
