Il consenso di Donald Trump scivola sotto la soglia psicologica del 40 per cento e tocca uno dei punti più bassi del suo secondo mandato, tornando a lambire i livelli di sfiducia registrati dopo il traumatico assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, pagina oscura della storia americana che ancora pesa sulla memoria collettiva del Paese.
Il consenso di Donald Trump scivola sotto la soglia del 40 per cento
Secondo gli ultimi rilevamenti pubblicati dal The New York Times, il gradimento del presidente si colloca tra il 38 e il 39 per cento, mentre una larga maggioranza di cittadini, vicina al 60 per cento, esprime un giudizio negativo sulla sua amministrazione. Numeri che non rappresentano una semplice oscillazione statistica, ma il segnale di un malessere crescente.
Ha perso il contatto con la gente
Quando un presidente perde contatto con il ceto medio, con i lavoratori e con quella parte dell’elettorato che vota guardando il portafoglio prima ancora che l’ideologia, la discesa diventa pericolosa. E proprio sull’economia, terreno sul quale Trump aveva costruito la propria narrazione di uomo forte e risolutore, oggi emergono le crepe più evidenti. A pesare è soprattutto la miscela esplosiva tra politica estera aggressiva e ricadute economiche interne. Il conflitto con l’Iran, maturato nel quadro dell’alleanza strategica con Israel, ha avuto effetti immediati sul mercato energetico.
Il consenso di Donald Trump scivola sotto la soglia del 40 per cento
Negli Stati Uniti il prezzo della benzina è salito fino a circa quattro dollari al gallone, con un incremento di quasi un dollaro rispetto al periodo precedente alla crisi. Per milioni di famiglie americane significa spendere di più per andare al lavoro, trasportare merci, mantenere un’attività commerciale o semplicemente vivere la quotidianità. Ed è qui che la propaganda si scontra con la realtà. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, il 77 per cento degli americani attribuisce a Trump almeno una parte della responsabilità del rincaro energetico. Un dato pesante, aggravato dal fatto che anche una quota significativa dell’elettorato repubblicano mostra crescente insofferenza.
Il punto politico
Il punto politico è chiaro: quando la retorica muscolare produce bollette più alte e carburante più caro, il consenso evapora rapidamente. L’americano medio può applaudire gli slogan per qualche settimana, ma poi guarda il conto della spesa, il costo del pieno e la rata del mutuo. Se la Casa Bianca non riuscirà a invertire questa percezione, il declino nei sondaggi rischia di trasformarsi in una crisi più profonda. Perché nessun leader resta invincibile quando la realtà economica bussa alla porta delle famiglie.
