Vatican City, Italy 03.03.2025 : On the eighth day American Cardinal Robert Prevost, in front of the image of Mary Mother of the Church, leads the faithful in the recitation of the Holy Rosary for Pope Francis in front of St. Peter's Basilica. The Pope has been hospitalized at the Gemelli Polyclinic for pneumonia since February 14.

Questo Papa — pardon, Leone XIV — è la perfetta incarnazione della retorica liquida: parla tanto, non dice niente e intanto accarezza l’aria con le mani come un illusionista di sacrestia. È il maestro del “dire tutto per non dire nulla”, il predicatore delle ovvietà universali, l’artigiano del “grido silenzioso” che si sente solo quando non tocca argomenti scomodi. Si commuove per i cristiani del Medio Oriente ma dimentica i bambini palestinesi. Si indigna per il clima, ma non osa pronunciarsi contro Israele. È il Papa del “grido selettivo”, dell’indignazione a orologeria e delle parole imbalsamate nel politicamente corretto.

Questo Papa…

Nel grande spettacolo ecclesiale, Leone XIV si presenta come un novello regista del nulla. “La Chiesa deve far sentire la propria voce” proclama, mentre la sua voce è ormai un eco tra gli applausi dei devoti del conformismo. In Aula Paolo VI, parla per un’ora e mezza “a braccio” — ma sembra più una maratona di banalità in diretta mondiale. Cita i poveri, i giovani, il creato, i migranti, l’ascolto, la pace, la riconciliazione. Tutti i cliché in ordine alfabetico, come in un dizionario del sentimentalismo ecclesiale.

La eco delle ovvietà

Si parla di “sinodalità”, quel termine che dovrebbe significare partecipazione, ma suona come un modo elegante per dire “riunione infinita senza conclusioni”. Tutto è “importante”, “urgente”, “necessario”. Nulla è concreto. Quando una teologa osa menzionare le donne, Leone XIV sfodera una barzelletta da oratorio (“le donne sono migliori degli uomini!”) e la sala ride, contenta del briciolo di modernità concessa.

Questo Papa…

E così, tra carezze spirituali e sorrisi di circostanza, si chiude l’ennesimo capitolo del pontificato dell’ovvio. Una Chiesa che “ascolta” ma non risponde, che “dialoga” ma non agisce, che parla di “pace” ma tace davanti ai massacri. Il risultato? Una montagna di parole e un deserto di verità. Leone XIV, l’eco che si crede voce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *