Presi in giro da un piccolo capolavoro di strategia militare… o forse di arte contemporanea involontaria. Durante l’operazione “Epic Fury”, le forze aeree statunitensi – dotate di satelliti, radar di ultima generazione e budget che farebbero impallidire il PIL di molti paesi – hanno individuato quelli che sembravano temibili caccia Grumman F-14 Tomcat iraniani pronti al decollo dalle basi di Mehrabad International Airport e Tabriz International Airport.

Presi in giro da un piccolo capolavoro di strategia militare

La reazione è stata, ovviamente, rapida e decisa: missili di precisione, tecnologia avanzatissima, pianificazione militare sofisticata. Tutto perfetto… almeno finché qualcuno non ha guardato meglio le immagini dopo l’attacco. Ed è lì che la situazione ha preso una piega leggermente imbarazzante. Alcuni dei bersagli distrutti non erano affatto caccia pronti a decollare, ma semplici disegni di aerei dipinti sull’asfalto. Sì, proprio così: sagome bidimensionali realizzate con vernice termica, una tattica di inganno decisamente low-tech utilizzata dall’Iran.

E nel mentre…

Nel frattempo, i veri F-14 erano stati tranquillamente spostati in hangar sotterranei ben prima degli attacchi. In altre parole, miliardi di dollari di tecnologia militare occidentale hanno combattuto… contro una specie di gigantesco murale aeroportuale.
L’episodio ha naturalmente sollevato qualche sopracciglio nei vertici militari degli Stati Uniti e nella coalizione internazionale.

Presi in giro da un piccolo capolavoro di strategia militare

Non tanto per il principio della deception – pratica antica quanto la guerra stessa – quanto per il fatto che un trucco degno di un set cinematografico abbia mandato fuori strada sistemi di intelligence tra i più costosi mai sviluppati. A proposito di costi: secondo diverse stime indipendenti, nei primi giorni dell’operazione si sarebbero già spesi centinaia di milioni di dollari, con alcune valutazioni che superano i 700 milioni solo tra munizioni e operazioni. Se il conflitto dovesse prolungarsi, la cifra potrebbe facilmente salire a diversi miliardi.

A Washington piangono

Nel frattempo, a Washington il clima politico resta teso. Il Congresso ha respinto di misura alcune risoluzioni legate al War Powers Resolution, che avrebbero limitato la possibilità del Presidente di lanciare nuovi attacchi senza approvazione legislativa. Intanto i prezzi dell’energia oscillano, il Qatar ha dichiarato lo stato di emergenza dopo problemi alla produzione di GNL e il rischio di un conflitto fuori controllo cresce. Ma almeno una cosa è certa: se mai dovesse nascere una nuova disciplina militare chiamata “bombardamento di graffiti aeroportuali”, qualcuno potrebbe già avere una discreta esperienza.

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