Il Polish Italian Business Council apre una nuova stagione nei rapporti economici tra Italia e Polonia, con l’obiettivo di trasformare le opportunità commerciali in collaborazioni produttive durature. Nato a Milano, l’organismo intende collegare imprese, investitori e istituzioni dei due Paesi, offrendo un riferimento stabile per chi vuole sviluppare attività oltreconfine. Costituito il 5 maggio 2026, ha inaugurato le attività il 14 settembre al Palazzo delle Stelline, davanti a oltre centocinquanta esponenti economici e istituzionali.
Per le aziende italiane, la Polonia rappresenta un mercato di oltre 37 milioni di potenziali consumatori, con una crescita del Pil prevista dal governo al 3,6% nel 2026. Un contesto che può aprire nuovi spazi per esportazioni, investimenti e presenza commerciale del Made in Italy.

Polish Italian Business Council: opportunità per le Pmi

Il punto di incontro è soprattutto nelle piccole e medie imprese, una componente centrale dei rispettivi sistemi produttivi. Distretti industriali, competenze manifatturiere e specializzazioni complementari possono favorire accordi tra aziende italiane e polacche, dalla produzione alla distribuzione. Il Council punta a facilitare la ricerca di partner, gli incontri professionali e l’accesso ai mercati, attraverso consulenza strategica, legale e fiscale. Tra i settori interessati figurano industria, tecnologia, agroalimentare, moda, design, farmaceutica e servizi finanziari.

All’inaugurazione diplomatici e imprenditori

All’inaugurazione milanese hanno partecipato rappresentanti diplomatici e imprenditoriali, con il coinvolgimento dell’Ambasciata di Polonia a Roma e della banca pubblica di sviluppo BGK.
Verso una Camera di Commercio riconosciuta
L’ambizione dichiarata è diventare una Camera di Commercio italo-polacca ufficiale, accreditata presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Si tratta di un traguardo futuro, che darebbe ulteriore riconoscimento istituzionale alla piattaforma. Per le Pmi, il valore dell’iniziativa si misurerà nella capacità di tradurre i contatti in contratti, accompagnare progetti condivisi e rendere più semplice l’internazionalizzazione. In questa prospettiva, il nuovo organismo può diventare uno strumento per rafforzare gli scambi, sostenere la competitività e costruire relazioni economiche capaci di

risultati nel tempo.

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Di Cento Righe

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