Il nuovo Tuir 2027 ridisegna la mappa delle imposte sui redditi, raccogliendo cedolare secca, regime forfettario e altre discipline fiscali speciali finora disperse. Il decreto legislativo 117/2026 riunisce queste disposizioni nella Parte II, offrendo a contribuenti e professionisti riferimenti legislativi raccolti dentro un unico corpo normativo.
Il nuovo Tuir 2027
Dal 1° gennaio 2027 si applicheranno le nuove disposizioni, mentre saranno abrogati gli articoli del vecchio Tuir e numerose norme esterne al testo. Per i regimi assorbiti, dunque, l’abrogazione riguarda le precedenti fonti legislative, mentre le relative discipline proseguono attraverso gli articoli della nuova raccolta normativa. Il regime forfettario viene ricollocato negli articoli dal 232 al 243, con disposizioni dedicate ai requisiti d’accesso, alle esclusioni e alle modalità applicative. Vengono conseguentemente abrogati i commi da 54 a 89 dell’articolo 1 della legge 190/2014, riferimento originario del regime agevolato per le partite Iva.
La cedolare secca
La cedolare secca sulle locazioni abitative trova invece collocazione negli articoli dal 203 al 206, entrando nella sezione riservata alle discipline fiscali speciali. Gli articoli 207 e 208 raccolgono le norme sulle locazioni brevi e sugli obblighi degli intermediari, completando il quadro tributario di queste locazioni. La stessa parte comprende lavoratori impatriati, docenti, ricercatori, nuovi residenti con imposta sostitutiva e pensionati esteri, riunendo agevolazioni precedentemente disseminate in provvedimenti autonomi.
Il nuovo Tuir 2027
Il riordino punta alla consultazione più semplice, ma dalla nuova collocazione delle norme non deriva automaticamente una riduzione delle imposte dovute dai contribuenti. Resta inoltre necessario coordinare regole ordinarie e speciali, perché i redditi fondiari rimangono nella Parte I, mentre la cedolare viene disciplinata nella seconda.
Transizione non semplice
Per accompagnare questa transizione, il viceministro Maurizio Leo ha annunciato un software capace di collegare i riferimenti legislativi agli articoli del nuovo Tuir. L’annuncio arriva dal convegno del 29 settembre della Fondazione Centro Studi Commercialisti, dedicato alla riorganizzazione fiscale e alle ricadute operative per i professionisti. Inserendo una disposizione abrogata, professionisti e contribuenti potranno individuarne la nuova collocazione, evitando ricerche frammentate tra documenti diversi e riferimenti normativi ormai superati.
Il nuovo Tuir 2027: art. 376
L’articolo 376 già stabilisce, salvo specifiche eccezioni, che i richiami alle disposizioni abrogate rimandino alle corrispondenti norme raccolte nel nuovo testo unico fiscale. Il programma annunciato potrà agevolare questo passaggio, ma la sua preparazione non equivale alla disponibilità immediata di un servizio già utilizzabile dai cittadini. Il giudizio sulla semplificazione dipenderà dalla pratica quotidiana, perché cambiare numeri e collocazioni serve davvero soltanto quando diminuiscono incertezze, tempi e costi burocratici.
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