MENTANA E LA MAGIA DEI NUMERI: LA TRUFFA DEI SONDAGGI IN PRIMA SERATA. Ogni lunedì, con il suo sorrisetto da sacerdote del dato “scientifico”, Enrico Mentana si presenta al TG La7 e recita la liturgia del consenso. Sventola i numeri SWG come fossero verità scolpite nel marmo: “Fratelli d’Italia in crescita”, “trend stabile”, “popolo compatto”. In realtà, è solo illusionismo mediatico da baraccone.
MENTANA E LA MAGIA DEI NUMERI
Dietro la faccia seriosa del giornalista “imparziale”, si nasconde una truffa metodologica che farebbe arrossire anche un prestigiatore da circo di periferia. Ecco la verità che Mentana si guarda bene dal pronunciare:
Persone contattate: 5.665
- Persone che rifiutano: 4.465 (cioè il 78,8% – praticamente tutto il Paese)
- Interviste valide: 1.200
- Voti per Fratelli d’Italia: 376
Trecentosettantasei?
È su questo che Mentana costruisce il suo “31,4%”. Il Paese reale ridotto a un campione di aficionados, probabilmente gli unici ancora disposti a rispondere al telefono per sentirsi importanti e lui li trasforma in oracolo nazionale.
MENTANA E LA MAGIA DEI NUMERI
E così, tra un grafico colorato e una faccia compiaciuta, Mentana ci vende l’illusione del consenso. Con la stessa grazia di un illusionista che ti ruba il portafoglio mentre applaudire. Il problema non è il dato: è la messa in scena. Lui sa benissimo che l’80% rifiuta di rispondere, ma lo nasconde tra le righe, mentre a schermo intero scorrono percentuali gonfiate come palloni elettorali. Perché ammetterlo vorrebbe dire smontare la narrazione del “Paese che crede”.
La mmanipolazione
È manipolazione travestita da giornalismo.
È propaganda venduta come informazione.
È il teatro del potere, con Mentana nel ruolo del narratore neutrale — peccato che la neutralità, qui, sia solo la maschera di un complice.
Ma tranquilli: lunedì prossimo arriverà un nuovo sondaggio, e lui, con la solita aria da prete laico, ci racconterà che “i numeri parlano chiaro”.
Già. Parlano chiaro, ma mentono bene.
