L’Unione Europea continua a definirsi una potenza economica e politica, poi ogni crisi internazionale ne mette a nudo la fragilità. Non esiste una vera autonomia strategica, non esiste una politica estera realmente comune, non esiste una difesa indipendente. Esiste invece un continente che, troppo spesso, segue la direzione indicata da Washington, rinunciando a costruire una propria visione del mondo.
L’Unione Europea continua a definirsi una potenza economica e politica
La guerra in Ucraina ha rappresentato il banco di prova più evidente. L’Europa ha scelto la strada delle sanzioni, dell’aumento della spesa militare e del sostegno a Kiev, pagando però un prezzo economico enorme. Energia più cara, inflazione, perdita di competitività industriale e rallentamento della crescita hanno colpito soprattutto le economie europee, mentre gli Stati Uniti hanno rafforzato il proprio ruolo geopolitico ed economico, aumentando perfino le esportazioni di gas liquefatto verso il continente.
Lo stesso schema
Lo stesso schema si ripete nel conflitto mediorientale. Di fronte alle operazioni militari israeliane e alle migliaia di vittime civili palestinesi, l’Unione Europea appare divisa, incapace di esprimere una linea unitaria e spesso percepita come sbilanciata a favore del governo israeliano. Una politica che alimenta accuse di doppio standard, perché il richiamo al diritto internazionale sembra assumere un peso diverso a seconda dell’alleato coinvolto.
L’Unione Europea continua a definirsi una potenza economica e politica
Questa dipendenza strategica produce anche un danno politico. L’Europa parla di sovranità, poi demanda la propria sicurezza alla NATO, parla di autonomia industriale, poi dipende dall’estero per energia, materie prime e tecnologie, parla di pace ma continua a investire sempre di più nel riarmo. Il risultato è un continente che rincorre gli eventi invece di guidarli.
Le istituzioni europee in confusione
Le istituzioni europee sembrano sempre più concentrate sulla costruzione di una narrazione politica, mentre i cittadini chiedono risposte concrete su salari, occupazione, costo dell’energia, sanità e competitività delle imprese. Senza una strategia autonoma, ogni crisi internazionale rischia di trasformarsi in una crisi interna.
L’Unione Europea continua a definirsi una potenza economica e politica
L’Europa avrebbe le dimensioni economiche, scientifiche e culturali per diventare un protagonista indipendente nello scenario globale. Continua invece a comportarsi come una potenza incompiuta, incapace di parlare con una sola voce e troppo spesso condizionata dagli equilibri geopolitici degli Stati Uniti. Fino a quando non costruirà una politica estera realmente autonoma e una strategia economica capace di tutelare innanzitutto gli interessi dei propri cittadini, l’Unione Europea rischierà di restare un gigante commerciale, un nano politico e un alleato dipendente, più impegnato a seguire gli altri che a determinare il proprio futuro.
