L’Onu boccia la riforma: “La separazione delle carriere mina l’indipendenza dei pm”.
Preoccupazione delle Nazioni Unite per la riforma della giustizia italiana. La Relatrice speciale sull’indipendenza di giudici e avvocati, Margaret Satterthwaite, ha espresso forti riserve sulla proposta di separare le carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri, invitando il governo Meloni a un “attento riesame” del disegno di legge costituzionale in discussione.
Preoccupazione UE
“La riforma – scrive la giurista statunitense in una lettera inviata alla premier il 23 ottobre – rischia di privare il pubblico ministero dello status e delle garanzie di indipendenza esterna oggi assicurate dal principio di unità della magistratura, che prevede tutele comuni per giudici e pm e un unico Consiglio superiore.”
La Relatrice Onu, docente alla New York University e titolare del mandato Onu dal 2022, avverte che la proposta italiana potrebbe violare gli obblighi internazionali assunti dal Paese, in particolare quelli derivanti dall’articolo 14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, che tutela il diritto a essere giudicati da magistrati indipendenti.
Le criticità sollevate da Ginevra
Nella missiva di sei pagine su carta intestata delle Nazioni Unite, Satterthwaite esamina punto per punto gli aspetti più controversi della riforma.
Tra le principali preoccupazioni figura la scissione del Consiglio superiore della magistratura in due organi distinti – uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.
“È necessario – scrive – assicurare che i nuovi consigli restino liberi da influenze politiche e non espongano giudici e pm a maggiori pressioni esterne.”
L’Onu boccia la riforma: “La separazione delle carriere mina l’indipendenza dei pm”
Critiche anche al sorteggio previsto per i membri togati dei futuri Csm, che secondo la Relatrice “rischia di compromettere la legittimità democratica” degli organi di autogoverno. Gli standard europei, ricorda, richiedono che “almeno la metà dei componenti” sia composta da magistrati eletti dai propri pari. Il meccanismo previsto dalla riforma, invece, non garantirebbe tale principio.
Particolarmente grave
Particolarmente grave, secondo l’Onu, sarebbe la creazione della nuova Alta Corte disciplinare, destinata a sostituire il Csm nelle sanzioni ai magistrati. Le sue decisioni non sarebbero più impugnabili davanti alla Cassazione, ma solo davanti alla stessa Alta Corte, in contrasto con gli standard internazionali che esigono un “riesame indipendente” delle misure disciplinari.
-L’allarme della magistratura italiana
La presa di posizione delle Nazioni Unite non è di routine. Come spiega Monica Mastrandrea, componente della giunta dell’Associazione nazionale magistrati e delegata ai recenti vertici internazionali, “la Relatrice speciale interviene solo quando una riforma può incidere sull’autonomia del potere giudiziario”.
L’Onu boccia la riforma
“Che ciò avvenga nei confronti dell’Italia – sottolinea Mastrandrea – è un fatto che deve far riflettere. Significa che la riforma è considerata potenzialmente pericolosa per gli equilibri democratici.”
Per la magistratura, si tratta di un richiamo al dovere di tutelare l’indipendenza dei giudici, fondamento essenziale dello Stato di diritto e garanzia ultima della libertà dei cittadini.
