“L’INCIAMPO DI GIOBBE E DEL SUO DIO”…
Nel libro di Giobbe ci troviamo di fronte a contraddizioni importanti. Gli spessori morali espressi nell’intera opera sono discutibili. Il comportamento di Dio è discutibile, come lo è quello dei sette vegliardi di Giobbe, ma facciamo un passo alla volta.
L’INCIAMPO DI GIOBBE E DEL SUO DIO
Ciò che scuote il mio intimo e la mia integrità intellettuale è nascosto nella diversità ideologica delle figure in questione, rispetto a ciò che ci è stato sempre insegnato dalla dottrina cristiana. I miei studi di critica testuale e ricerca legata all’interpretazione, mi conducono a visualizzare una costante di anomalie. La prima riguarda la figura di Satana. Nella tradizione cattolica e cristiana in generale, Satana è visto come colui che si scontra con Dio per essere saziato nella sua superbia. Nulla di più falso! La necessità della Chiesa di definire una figura maligna, rende Satana il creatore e l’espressione più alta del male.
Anomalia
Forse dovremmo definire il male come un elemento che ha vita propria, una serie di anomalie e distorsioni morali che conducono ad azioni moralmente estreme e discutibili. Come leggiamo nelle conversazioni a inizio libro (libro di Giobbe), il rapporto tra Dio e Satana non è di scontro, anzi tutt’altro. Ciò che viene cantato nella cacciata di Lucifero dal Paradiso non è attendibile. Ciò, non solo perché ovviamente non ci sono testimoni diretti ma anche o soprattutto perché l’estensione di Se Stesso non può scontrarsi con il suo se stesso. Ricordiamoci che Lucifero, prima di essere l’arcangelo più splendente è anche estensione in spirito della volontà ultima: lo Spirito e l’incanto di Dio.
L’INCIAMPO DI GIOBBE E DEL SUO DIO
Dio chiese a Satana: “Da dove vieni?” Satana rispose: “Da un giro sulla terra, che ho percorsa”. Dio disse a Satana: “Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, teme Dio ed è alieno dal male”. Satana rispose al Signore: “Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non hai forse messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quanto è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e il suo bestiame abbonda di terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha e vedrai come ti benedirà in faccia!”.
Dio disse
Dio disse a Satana: “Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stender la mano su di lui”. Satana si allontanò dal Signore. Se analizziamo questa parte iniziale, ci possiamo facilmente rendere conto che, Satana, più che un demone cacciato dal Paradiso, sembra un guardiano messo tra gli uomini come collaboratore dell’azione e dei piani di Dio. Infatti, nell’archeologia ebraica, uno dei nomi di Satana è Satanael che tradotto è: Colui che riporta i peccati dell’uomo a Dio, il suo compito è di verificare il livello di pietas dell’uomo, ovvero del suo amore e della sua dedizione verso Dio stesso.
Un collaboratore?
Satana è l’angelo caduto che dovrebbe riportare a Dio tutti i peccati commessi dall’uomo. Ma avrebbe anche un altro compito nella storia della creazione, Satana è anche l’angelo distruttore che partecipa al volere divino e manda la morte agli uomini. Quindi, potremmo trovarci di fronte ad una distorsione storico ideologica, servita alle Chiese, come ricatto morale per mantenere il controllo sulle genti. Secondo la logica, potremmo avere un’altra lettura dell’accaduto: la storia quel giorno è andata in modo diverso.
La mia teoria
Satana non viene cacciato, a lui viene lasciata una scelta. Non ha mai voluto prendere il posto di Dio, non voleva il suo trono. Del resto, la sua intelligenza, venuta dall’estensione divina, gli avrebbe fatto vedere le conseguenze di un suo colpo di Stato fallito. La storia è molto diversa. La sua ribellione nasce dal non volere accettare che Dio Padre lo costringa, il primo tra tutti i suoi angeli, a inchinarsi e sottomettersi a un essere divenuto umano! In quanto, anche se generato dallo Spirito di Dio, il Cristo avrebbe sposato una natura umana. Questa potrebbe essere una delle teorie che avrebbe portato alla ribellione. Per questo Dio, accettando il libero arbitro di Lucifero, gli dona una parte dell’azione divina da definirsi come: collaborazione nella risposta dell’uomo alle provocazioni di Dio.
L’INCIAMPO DI GIOBBE E DEL SUO DIO
Nella prima parte del libro di Giobbe, Dio ordina a Satana di provare il suo servo. In quella occasione, il dialogo tra Dio e il suo arcangelo in terra è governato da un confronto su cosa è meglio fare. Una vera e propria collaborazione, per valutare lo stato della fede di Giobbe… Giobbe non oppone resistenza, nulla di accostabile alla sfrontatezza di Abramo. Dio collabora con Satana per mettere alla prova Giobbe. Per il modo usato Dio spergiura se stesso e la sua parola.
