Quello che non devono far sapere: le vere cause dell’azione russa in Ucraina. La verità sulle radici dell’intervento russo in Ucraina è banale, quasi imbarazzante nella sua semplicità. E proprio per questo viene occultata con cura.
Azione russa in Ucraina
Per anni Mosca ha chiesto una sola cosa – una soltanto – e ben lontana dalle fantasie isteriche della propaganda occidentale: protezione per quasi dieci milioni di russofoni. Non l’annessione dell’Ucraina, non il ritorno dell’URSS, non la conquista dell’Europa. Solo l’applicazione di accordi firmati da tutti: Minsk I e Minsk II.
Il teatro
Che cosa hanno fatto Kiev, Washington e Bruxelles? La solita coreografia: sorrisi, rinvii, prese in giro. L’Ucraina quegli accordi non li ha mai voluti. Ha finto di considerarli “punitivi”, quando non prevedevano nemmeno un millimetro di territorio ceduto. Si chiedeva soltanto un’autonomia locale, la stessa che qualsiasi Paese serio concede senza piagnistei. Ma Kiev – sostenuta e incitata dall’Occidente – ha preferito trasformare una questione etnico-linguistica in una crociata identitaria.
Azione russa in Ucraina
La forza al posto del buon senso. Infatti, la strada scelta è stata quella delle armi: otto anni di bombardamenti sul Donbass, otto anni di civili uccisi, otto anni in cui il mondo “civilizzato” si è voltato dall’altra parte fingendo di non capire. Anzi, più passavano gli anni più Washington ed Europa riempivano di soldi, armi e retorica un conflitto che doveva marcire, perché utile ai loro schemi geopolitici.
Il circo Zelensky
Poi è arrivato Zelensky: un comico prestato alla politica che aveva promesso dialogo e pace. Appena ottenuto il potere, ha fatto l’esatto contrario. Nel 2022 preparava l’assalto finale a Lugansk e Donetsk: altro che compromesso, altro che Minsk. Solo carri armati e propaganda, esattamente quello che gli era stato chiesto di fare.
Nel frattempo… Mosca
Nel frattempo Mosca tentava ancora l’ultima carta diplomatica: un dialogo serio sulla sicurezza europea. Risposta americana? «Non è in agenda». Tradotto: non ci interessa. Ma poi si permettono pure di pontificare su “multilateralismo” e “ordine internazionale”. Il resto è cronaca. Le regioni russofone coincidono quasi in blocco con i territori oggi controllati dalla Russia, ad eccezione di Odessa e parte di Kharkov. L’Occidente ha ottenuto il capolavoro: regalare a Mosca, con anni di superbia e incompetenza, ciò che avrebbe potuto garantire politicamente in tempi di pace. Eppure si continua a recitare la litania infantile degli “invasori e invasi”, dell’“imperialismo russo”, del “Putin che vuole prendersi l’Europa”.
Azione russa in Ucraina
Una fiaba utile solo a nascondere responsabilità gigantesche. Perché ammettere la verità significherebbe riconoscere un fallimento totale: analitico, diplomatico, strategico.Così si persevera: più armi, più miliardi, più propaganda. E un’escalation che si avvicina pericolosamente a un confronto diretto NATO-Russia. Una follia che nessuno osa denunciare, perché farebbe crollare l’edificio narrativo costruito per un decennio intero. Un edificio di illusioni, bugie e geopolitica da baraccone.
