L’Alta Corte di Giustizia Israeliana ha sentenziato che non si possono affamare i detenuti palestinesi come deciso dal ministro di Netanyahu, Itamar Ben Gvir. La Corte obbliga lo Stato di Israele a fornire almeno quanto basta per la sussistenza dei prigionieri.
L’Alta Corte israeliana
Ma Ben Gvir non ci sta e condanna la Corte del suo stesso Paese e l’accusa di favorire Hamas. Questo è il governo israeliano, amico dell’Europa, quello che viene definito un presidio di democrazia e civiltà in Medio Oriente. Quello che scredita le sue stesse Istituzioni pur di procedere con il genocidio.Chiunque abbia da dire qualcosa sul fatto che la fame non può essere usata come arma di guerra nè tantomeno come pena accessoria alla detenzione, viene affiliato ad Hamas oppure tacciato di essere antisemita.
Valore alla vita
A me quest’accusa non tocca perché chi chiede, come me, che venga attribuito lo stesso valore alla vita di tutti, è libero da qualsiasi pregiudizio. Credo lo sia meno chi, invece, non condanna lo scempio in corso e lo giustifica con argomentazioni violente e prive di umanità. Il 7 ottobre 2023 è stato un orrore che condanno fermamente ma non si può fingere che sia l’inizio di tutto e che quanto sta succedendo dall’8 ottobre 2023 sia lontanamente giustificabile. Non lo è.
L’Alta Corte israeliana
Niente può giustificare le azioni di Israele. Il governo israeliano certifica continuamente la sua spietatezza e il suo razzismo profondo e radicato. Il terrorismo è diventato solo un pretesto, ormai è chiaro che Netanyahu e i suoi ministri procedono solo per eliminare i palestinesi dalla propria Terra e per salvaguardare la loro sopravvivenza politica. Intanto, oggi sono morti altri cinque palestinesi per fame tra cui tre bambini oltre a quelli massacrati sotto le bombe sganciate su una tendopoli.
