La risposta della Spagna è “no”. Non è arrivata sotto forma di esitazione, ma come scelta compiuta. Nessuna diplomazia dilatoria, nessun equilibrio artificiale, nessuna formula pensata per restare sospesi senza prendere posizione. Pedro Sánchez ha tracciato un confine netto rifiutando l’invito di Donald Trump a partecipare al Board of Peace, rivendicando un principio che oggi pochi osano difendere apertamente: in politica estera la coerenza non è un dettaglio tecnico, ma una linea politica che definisce identità e credibilità.

La risposta della Spagna è “no”

“Ringraziamo per l’invito, ma abbiamo scelto di declinare la partecipazione a questa iniziativa proposta dall’amministrazione statunitense”. Una scelta motivata, spiegata, assunta fino in fondo. Sánchez parla di coerenza con la linea che il governo spagnolo ha mantenuto anche quando affronta il futuro del popolo palestinese; coerenza con l’impegno per l’ordine multilaterale, per il sistema delle Nazioni Unite, per il diritto internazionale come unico perimetro legittimo entro cui immaginare la pace.Il punto è politico prima ancora che diplomatico: questo Board è esterno al quadro delle Nazioni Unite e, fatto ancora più grave, esclude l’Autorità palestinese.

Un messaggio da seguire

Un’assenza che svuota ogni pretesa di legittimità. Perché il futuro di Gaza, della Cisgiordania e della Palestina nel suo insieme non può essere deciso altrove, né da organismi paralleli, né da tavoli che parlano di pace senza i diretti interessati. Quel futuro appartiene ai palestinesi.E appartiene, nel suo intreccio più delicato, anche a Israele. La convivenza pacifica e sicura tra i due popoli può nascere solo da un processo di dialogo reale, fondato sulla soluzione dei due Stati, sull’ingresso degli aiuti umanitari, sulla fine dell’arbitrio e sulla costruzione concreta di una pace condivisa e duratura.

La risposta della Spagna è “no”

Parole semplici. Ed è proprio questa semplicità a renderle politicamente potenti. In un tempo in cui la pace viene ridotta a un’operazione finanziaria o a un organismo senza radici giuridiche, Pedro Sánchez ricorda una verità elementare e radicale: la pace non si compra, non si delega, non si improvvisa. La pace si costruisce. E si costruisce solo dentro il diritto, mai aggirandolo.

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