La povertà argomentativa di Fratelli d’Italia si misura ormai nella ripetizione ossessiva di un solo ritornello: dare la colpa al Movimento 5 Stelle e al Superbonus per ogni crepa dei conti pubblici. È il rifugio dei governi senza visione: cercare un colpevole nel passato per nascondere il fallimento del presente. Eppure la contraddizione è evidente.
La povertà argomentativa di Fratelli d’Italia
Chi oggi demonizza quelle misure, ieri ne ha sfruttato consenso, convenienza politica e rendita elettorale. Lo stesso vale per il Reddito di cittadinanza, prima attaccato come eresia economica, poi smontato senza aver mai risolto il dramma sociale di milioni di persone. Cambiano le etichette, resta la miseria reale. Il Superbonus, con tutti i suoi limiti e le sue distorsioni, durante il governo di Mario Draghi fu anche un acceleratore economico: cantieri aperti, occupazione generata, imprese rimesse in moto, gettito fiscale rientrato. Si poteva correggere e razionalizzare. Invece è stato trasformato nel mostro perfetto, utile a coprire l’assenza di una politica industriale vera.
La vera questione
Il nodo di oggi è un altro: miliardi che escono senza produrre benessere interno. Il governo di Giorgia Meloni chiede sacrifici agli italiani, ma continua a sostenere economicamente il fronte della guerra in Ucraina, con invii, fondi, impegni e spese indirette che gravano sul sistema Paese. Allo stesso tempo mantiene una linea di sostegno politico e materiale a Israel, mentre in patria sanità, scuola, trasporti e salari attendono risposte concrete.
La povertà argomentativa di Fratelli d’Italia
Ogni euro sottratto alla ricostruzione sociale italiana viene raccontato come dovere internazionale. Ma il cittadino che non arriva a fine mese sa distinguere tra propaganda e frigorifero vuoto. Sa che le priorità di un governo si leggono nei bilanci, non nei discorsi solenni. E poi c’è il capitolo delle grandi industrie strategiche. Quando si parla di spesa sociale si invoca austerità; quando si parla di colossi come Leonardo S.p.A., allora tutto diventa sicurezza, orgoglio nazionale, urgenza. Il povero pesa, la lobby incassa.
I capri espiatori della destra
Questa destra vive di capri espiatori e slogan. Indica nel passato il colpevole per non spiegare il presente: salari compressi, potere d’acquisto in caduta, precarietà crescente, giovani costretti a partire.La verità è semplice: non è il Superbonus che li tradisce. Sono le loro scelte. E il conto, come sempre, lo paga il popolo italiano.
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