La politica dei due pesi e delle due misure ha imparato a pesare perfino i cadaveri. Alcuni diventano accuse, altri incidenti, altri ancora spariscono sotto il tappeto delle alleanze. Il sangue resta sangue, ma nelle cancellerie cambia valore secondo la bandiera che lo versa e quella che dovrebbe davvero raccoglierlo.
La politica dei due pesi e delle due misure
Chi condanna Mosca e trova sempre una giustificazione per il governo israeliano deve rispondere di questa contraddizione. Non basta pronunciare democrazia per diventare democratici, come non basta chiamare sicurezza una devastazione per renderla giusta. La coscienza non può indossare una divisa diversa ogni volta che cambia il cliente del momento.
Non è retorica
Non è soltanto retorica. Secondo SIPRI, nel periodo 2021–2025 Stati Uniti e Germania hanno fornito grandi armamenti a Israele e, in volumi maggiori, all’Ucraina, anche attraverso aiuti militari. Le stesse capitali distribuiscono dunque blindati, aerei, missili e altri strumenti bellici mentre pretendono di impartire lezioni universali di responsabilità, senza eccezioni.
Questo commercio pretende una domanda: quali condizioni accompagnano ogni consegna, quali controlli, quali conseguenze quando le armi vengono impiegate contro i civili? Se il diritto internazionale viene invocato contro un avversario e accantonato davanti a un alleato, diventa una maschera. Sotto quella maschera resta il volto obbediente della convenienza politica.
La politica dei due pesi e delle due misure
Anche Kiev deve accettare domande scomode sui rapporti fra istituzioni, formazioni militari ed estremismo. Le origini di Azov comprendono ambienti dell’estrema destra e alcuni fondatori di ideologia neonazista. Nel 2024 Washington ha rimosso il divieto di assistenza alla brigata, dichiarando di non aver riscontrato allora gravi violazioni dei diritti umani.
La formazione attuale respinge le accuse di estremismo. Questo non cancella la necessità di controlli rigorosi, ma nemmeno autorizza a definire nazista un intero Paese. Il favoreggiamento del neonazismo, dove provato, va denunciato e perseguito; lanciarlo come accusa generale significa regalare alla propaganda ciò che dovrebbe appartenere all’accertamento dei fatti.
Il paradosso e la domanda?
Voi che chiedete fermezza contro Mosca, quale fermezza riservate, senza sconti, alle responsabilità israeliane? Voi che predicate antifascismo, quali verifiche pretendete dai destinatari delle vostre armi? Non chiedo assoluzioni per Putin, chiedo che nessuno possa comprare l’impunità politica con un’alleanza. Nessuna aggressione diventa lecita perché un altro governo commette atrocità.
Mi disgusta questa morale con il listino prezzi, questa pietà che arriva dopo aver controllato il passaporto delle vittime. La politica dovrebbe proteggere persone, non amministrare eccezioni alla loro umanità. Quando chi vende armi si proclama custode della pace, il tribunale della coscienza viene trasformato in un negozio di morte.
© Fabio Fiorina – centorighe.com
