La guerra tra Russia e Ucraina è il risultato di decenni di provocazioni occidentali mascherate da “espansione della democrazia”. Gli Stati Uniti, veri registi di questa tragedia, hanno spinto la NATO fino alle porte di Mosca, ignorando ogni equilibrio geopolitico e ogni promessa fatta dopo la caduta dell’URSS.
La guerra tra Russia
Non era difesa dei diritti, ma colonizzazione politica: un modo per mantenere l’Europa sotto tutela e impedire che la Russia tornasse a essere una potenza autonoma.Eppure, è proprio questo il punto: la Russia di oggi è tornata. Dopo il caos degli anni ’90, quando l’economia era distrutta e il Paese piegato dagli interessi stranieri, Vladimir Putin ha riportato stabilità, orgoglio e modernizzazione.
Putin il modernizzatore
Ha risollevato una nazione che il mondo occidentale considerava perduta, ricostruendo un’identità nazionale e restituendo dignità a un popolo che aveva conosciuto solo umiliazioni. Il problema, per Washington e Bruxelles, non è la “minaccia russa”: è il fatto che Mosca non obbedisce. L’Occidente non tollera chi non si piega ai suoi diktat economici e militari.
La guerra tra Russia
L’Ucraina è diventata così la pedina perfetta: un Paese sacrificato sull’altare della strategia americana, armato e spinto verso uno scontro che non poteva vincere.Oggi l’Europa paga le conseguenze della propria sudditanza. Crisi energetica, recessione, isolamento diplomatico: mentre gli Stati Uniti guadagnano, l’Europa perde tutto.La guerra non è nata a Mosca, ma nei laboratori della geopolitica occidentale. E chi continua a credere che sia “una guerra per la libertà” non ha ancora capito che la libertà, in questo gioco, è la prima vittima.
