Il Papa crede della sua chiesetta questo: “Essere Chiesa che incarna il Vangelo» e che «vive tra la gente, ne accoglie le domande, ne lenisce le sofferenze, ne condivide le speranze”. La sua chiesetta Sua Santificazione dei Crimini contro l’umanità non incarna il Vangelo neanche ad un km di distanza.

La chiesetta insanguinata di Leone XIV

La sua chiesetta, caro il mio fido amico dei Terroristi ebrei, incarna l’opposto del Vangelo… ma forse voleva dire la Bibbia del Diavolo… visto che da quelle parti ne hanno una anche loro e, a quanto pare, sembra proprio il vestito adatto ai suoi pedofili. Perché quando parla di vicinanza alle vittime di abusi, pone, come già avvenuto in passato, un bel velo di protezione sui suoi preti criminali.

I suoi porci

Strano… un tempo questa gente veniva messa al rogo dalla Chiesa… ora è difesa. Forse questa “Chiesa tra la gente” che si vanta di ascoltare le sofferenze è la stessa che ha imparato a trasformare il dolore in liturgia, l’ingiustizia in incenso, le colpe in paramenti dorati. Sembra quasi godere nel mettersi un’aureola sopra un pantano, come se bastasse un sermone alla domenica per lavare secoli di silenzi compiaciuti, di dossier nascosti, di altari costruiti sopra le ossa di chi non aveva voce.

La chiesetta insanguinata di Leone XIV

Mentre Sua Santissima Immunità pontifica di misericordia, il sangue dei bambini cade come pioggia maledetta su quel suo sgabello di porpora: lui sospira, recita, distilla frasi neutre come acqua tiepida — perché la neutralità, per questa Chiesa, è sempre stata la vera religione. Non il Cristo, non il Vangelo: la neutralità. Il grande scudo che protegge i carnefici, i regimi amici, i boia benedetti in cambio di un inchino, un concordato, un favore diplomatico. Intanto, come un vecchio mercante del sacro, il Papa parla di compassione mentre accarezza con la mano l’enorme archivio dei peccati interdetti: migliaia di storie di bambini spezzati, di famiglie tradite, di sacerdoti ricollocati come fossero impiegati problematici e non predatori di anime e di corpi.

Il finto amore

La sua pietà ha il rumore di una porta chiusa dall’interno: protegge chi non deve essere toccato, punisce chi osa raccontare, espelle chi chiede verità.E allora sì, viene da pensare che questa non sia la Chiesa del Vangelo, ma quella sua variante oscura, scritta nelle cantine dell’ipocrisia: un Vangelo parallelo, cucito con rosari di fumo e catene di omissioni, dove la parola “giustizia” è la più censurata di tutte. Una Chiesa che predica il cielo ma vive come una setta terrena, con i suoi codici di silenzio e il suo culto antico dell’impunità.

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