La Chiesa di Roma è morta nella sua viltà!
La Palestina è la prova del nove: lì si vede chi ha coraggio e chi invece ha scelto di prosternarsi e prostituirsi davanti ai potenti. E la Chiesa cattolica, quella che si dice erede del Cristo crocifisso, oggi non è altro che una bottega di silenzi. Una multinazionale della retorica che prega per la pace ma benedice la guerra col suo mutismo.
La Chiesa di Roma è morta
Israele massacra, rade al suolo, umilia. E da Roma arrivano solo mormorii. “Dialogo”, “riconciliazione”, “convivenza”: parole da ascensore, non da pulpito. Cristo, se fosse qui, non parlerebbe come un funzionario di cancelleria: urlerebbe, rovescerebbe altari, strapperebbe le tonache a questi ipocriti. Ma Cristo non c’è più. Al suo posto restano cardinali panciuti e papi flemmatici che trasformano il genocidio in un “conflitto” – come se vittima e carnefice fossero due gemelli litigiosi… verrebbe da gridare penitenziagite!
Il Papa di carta
Leone XIV è il maestro di questa messa in scena: un Papa di cartone, che parla di pace con voce melliflua, senza mai pronunciare il nome dell’oppressore. La sua retorica è fango travestito da incenso. Ogni suo discorso è un atto di complicità. Non alza la voce contro Israele perché teme di perdere la benevolenza dei padroni del mondo. È il Vicario di Cristo o il portavoce dell’ONU?
E le correnti dentro la Chiesa? Progressisti e conservatori non sono che due bande di ciechi. I conservatori adorano Israele come baluardo contro i “nemici della civiltà cristiana”: sono crociati senza croce, guerrafondai in tonaca che benedicono i droni. I progressisti invece fingono di avere cuore, ma alla fine pronunciano le stesse frasi molli: “serve il dialogo”, “non bisogna dividere”. In realtà, non vogliono disturbare i salotti del potere. Due volti della stessa codardia. Si dilaniano sul celibato dei preti o sul latino nelle messe, ma quando c’è da difendere un popolo massacrato scelgono il silenzio.
La Chiesa di Roma è finita
È qui lo scandalo: hanno trasformato il Vangelo in carta da parati. Hanno addomesticato Cristo, ridotto la sua voce a un bisbiglio. Conservatori e progressisti si odiano, ma nel tradimento sono fratelli: entrambi hanno voltato le spalle alla Palestina, entrambi hanno preferito tacere davanti all’ingiustizia.
La Chiesa che doveva gridare contro i faraoni del nostro tempo, oggi si inchina davanti a loro. È diventata la cappella privata dell’Occidente, un altare che benedice gli imperi. Non più madre dei poveri, ma madrina dei potenti.
E allora sì, il vero scandalo è questo: che il sangue dei bambini palestinesi grida dalla terra, mentre in Vaticano si accendono ceri e si intonano litanie. Nessun Dio può benedire un silenzio simile. Se Cristo tornasse, non riconoscerebbe la sua Chiesa: la chiamerebbe tana di vigliacchi.
