Non solo è tornato, ma Jimmy Kimmel, al suo ritorno in onda dopo la cacciata da parte di Trump, ha fatto uno di quei discorsi che rimarranno a lungo negli annali della televisione americana.

Jimmy Kimmel il grande

Ha trasformato un tentativo di censura in una celebrazione pubblica della libertà d’espressione. Questo fanno i grandi. “Come stavo dicendo prima di essere interrotto…”

Così ha esordito Kimmel, accolto letteralmente da un tripudio di applausi

Poi ha attaccato Trump e tutti i suoi lacché con la sua consueta ironia ma anche note inedite di commozione. “Non so chi abbia avuto 48 ore più strane, io o l’amministratore delegato della Tylenol. Il nostro governo non dovrebbe avere il potere di controllare ciò che diciamo o non diciamo in televisione, e dobbiamo difendere questo principio. Ho riflettuto molto su cosa dire stasera e la verità è che non credo che le mie parole possano fare molta differenza: se vi piaccio, vi piaccio; se no, non vi piaccio. Non ho la pretesa di cambiare l’opinione di nessuno”.

Jimmy Kimmel

“Ma c’è una cosa che voglio chiarire: mi importa come essere umano. Voglio che capiate che non è mai stata mia intenzione scherzare sull’omicidio di un giovane. Non è mai stata mia intenzione attribuire la colpa a un gruppo specifico per le azioni di un individuo chiaramente instabile. (…) Non credo che l’assassino di Kirk rappresentasse nessuno. Era una persona malata che pensava che la violenza fosse la soluzione, e non lo è mai”.

Gli altri

“Ho sentito anche conduttori di programmi di altri Paesi, dall’Irlanda e dalla Germania. Quello in Germania mi ha offerto un lavoro. Potete immaginare? Questo Paese è diventato così autoritario che persino i tedeschi dicono: vieni qui”.

Jimmy Kimmel

“Non voglio farne una questione personale. Questo programma non è importante. Quello che conta è vivere in un Paese che ci permette di avere un programma come questo. Per questo voglio ringraziare chi non apprezza il mio show né le mie idee, ma ha comunque difeso il mio diritto a esprimerle (…)

La libertà di parola è ciò che più viene ammirato di questo Paese, ed è qualcosa che mi vergogno a dire di avere dato per scontato, finché non hanno licenziato il mio amico Stephen e hanno costretto le emittenti che trasmettono il nostro show localmente a cancellarlo. Non è legale. Non è americano. È anti-americano”.

Trump il bullo di cartone

Trump ha provato in tutti i modi a cancellarmi. Invece ha costretto milioni di persone a guardare il mio programma. Ora forse vi tocca pubblicare i file su Epstein per distrarre il pubblico!”

Grandioso.

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