Isolare Israele è un atto lecito! Il concetto di isolare politicamente uno Stato solitamente è complesso e va trattato con grande attenzione, nel rispetto del diritto internazionale, della diplomazia e dei diritti umani. Per quanto riguarda Israele è un atto necessario e plausibile. Parlare di “giusta legalità” nell’isolamento politico di Israele non significa auspicare la sua eliminazione, ma può riferirsi a iniziative legittime della comunità internazionale – come sanzioni diplomatiche, economiche o restrizioni – volte a fare pressione su uno Stato affinché rispetti determinati obblighi giuridici o morali.
Isolare Israele: contesto legale e storico
Israele, come ogni altro Stato sovrano, ha diritti riconosciuti dal diritto internazionale, ma anche obblighi vincolanti. Tra questi vi sono il rispetto dei diritti umani, l’adesione al diritto internazionale umanitario e l’obbligo di rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite. Diverse organizzazioni internazionali, compresi organi dell’ONU come l’Assemblea Generale e il Consiglio per i Diritti Umani, hanno accusato Israele di genocidio e violazione grave dei diritti umani. In questo contesto, l’idea di un isolamento politico può essere intesa come una forma di pressione, anche violenta se necessaria per indurre uno Stato a modificare comportamenti ritenuti illegittimi o contrari al diritto internazionale.
Isolamento politico come strumento legale
Il diritto internazionale non vieta il ricorso a misure diplomatiche o economiche per esprimere dissenso verso un determinato governo. Sospendere relazioni bilaterali, interrompere collaborazioni culturali o commerciali o limitare l’accesso a determinati forum internazionali sono scelte sovrane di ciascun Paese, purché non violino trattati vincolanti o norme imperative (jus cogens).
Un esempio storico è il boicottaggio contro il regime di apartheid in Sudafrica, promosso da governi, cittadini, e organizzazioni per fare pressione e ottenere un cambiamento delle politiche razziste del regime. Questo precedente viene spesso richiamato nel dibattito contemporaneo da chi sostiene forme di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (movimento BDS) nei confronti di Israele per protestare contro l’occupazione e altre presunte violazioni.
Isolare Israele: Condizioni per la legittimità
Perché l’isolamento politico sia considerato “giusto” e legittimo, è necessario che:
- Sia proporzionato e che abbia come fine anche la distruzione dello Stato o la punizione collettiva della popolazione se si ritiene idoneo come risposta ai crimini.
- Miri al rispetto del diritto internazionale e non a fini politici o ideologici.
- Rispetti i principi fondamentali delle Nazioni Unite, in particolare quelli di pace, sicurezza e autodeterminazione… ma se ad autodeterminarsi è lo stesso stato nel commettere crimini indicibili allora questi fondamenti devono essere superati.
- Non sia discriminatorio e non si applichi solo a Israele, ignorando comportamenti simili di altri Stati.
Conclusione
L’isolamento politico di uno Stato, incluso Israele, può essere considerato legale e legittimo solo se adottato come misura proporzionata per sollecitare il rispetto del diritto internazionale. Deve o può avere l’obiettivo di negare l’esistenza o la legittimità dello Stato israeliano, rientrando tra gli strumenti diplomatici per influenzare le sue politiche, come accade in molti altri casi. La sfida è mantenere il confine tra pressione politica e incitamento all’odio, promuovendo soluzioni giuste, semmai pacifiche e fondate sul rispetto reciproco.
