Ma dove sono oggi illuminati e illuminanti? Sembra l’occhio di Sauron che scruta tra l’oriente e l’occidente delle parole dette e scritte. Braccano come il lupo la sua preda. Ricchezze promesse, discrezione e mistero e tutto dal Principe in persona… bisogna aver una gran dose di palle per starne fuori.
Illuminati e illuminanti?
Le mie parole spese verso i vertici vaticani o, in molti casi, riguardo la condotta vaticana, devono aver mosso ulteriormente le viscere dei Principi. Chissà che non siano disposti a metter altro sul piatto. Devo aver toccato, volontariamente o involontariamente, qualcosa che forse meglio rimanesse occulto o occultato.
Tre ombre
Noto con interesse che a muoversi sono sempre in tre… il maestro, il Gran maestro e il Principe, ma quello che non riesco bene a comprendere è quale nervo io abbia toccato. Mi è stato detto di esser stato suggerito e segnalato da una persona importante ma non riesco a definirla… Certo è che non mi sono risparmiato nello scavare e insultare, ma rimane a me estremamente ignoto il volto del grande suggeritore.
Illuminati e illuminanti? Io continuo a scavare
Continuo a scavare… continuo ad affondare le mani dentro la carne viva delle parole, dentro silenzi troppo pesanti per essere soltanto silenzi. Certi ambienti non parlano… sussurrano. Quando sussurrano significa che qualcosa si è mosso davvero. Li immagino agitarsi dietro tende tirate, dentro palazzi lucidati dall’incenso e dal denaro. Misurano ogni frase, ogni insulto, ogni allusione, come vecchi sacerdoti seduti sopra montagne di carte, segreti e colpe mai confessate neppure davanti al loro Dio.
Non mi fermo
Io invece continuo a parlare. Questo non lo sopportano. Non il sospetto… non l’accusa… ma il fatto che qualcuno continui a parlare senza inginocchiarsi. Forse credono davvero che basti il fascino del mistero per sedurre un uomo. Una promessa sussurrata… una porta lasciata socchiusa… qualche nome pronunciato a metà… simboli gettati sul tavolo come esche per uomini affamati di potere.
Illuminati e illuminanti? Il potere promesso
Io però non sono affamato del loro potere. Voglio guardare dietro il sipario. Voglio vedere il volto sporco del suggeritore… quello vero… quello che resta sempre fuori dall’inquadratura mentre gli altri recitano la commedia del Maestro, del Gran Maestro e del Principe. Più provo ad avvicinarmi… più sento quell’occhio addosso. Non comprendo se sia paura, controllo o semplice curiosità. Lo sento comunque… eccome se lo sento. Sembra il respiro di qualcosa che osserva dall’alto senza mostrarsi mai completamente.
Il limite è passato?
Forse il mio errore è stato non fermarmi quando avrei dovuto. Forse il mio unico errore è stato capire che il loro potere vive soprattutto nel silenzio degli altri. Appena qualcuno rompe quel silenzio… appena qualcuno ride dei loro rituali, dei loro titoli, delle loro maschere… iniziano a innervosirsi davvero. È difficile farmi tacere! Se lo scopo è spaventarmi dovete alzare il tiro, se è quello di farmi tacere dovete alzare il tiro… ma non vi bastano i soldi… voglio altro… tanto altro.
Non ho alcuna intenzione di abbassare la testa. Nemmeno davanti al Principe in persona.
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