Il teatro italiano cambia attori ma non cambia le comiche. Solo che ormai non siamo più alla commedia dell’arte: siamo alla pantomima geopolitica. Ci avevano venduto l’Italia come il ponte levatoio tra l’America trumpiana e l’Europa smarrita. Un ponte strategico, decisivo, imprescindibile. Talmente imprescindibile che Donald Trump ci considera con l’attenzione che si riserva a un soprammobile: decorativo, ma irrilevante.
Il teatro italiano cambia attori ma non cambia le comiche
Non ci ignora per ostilità, ci ignora per abitudine, e poi c’è il capolavoro: Guido Crosetto bloccato a Dubai mentre gli Stati Uniti e Israele attaccano l’Iran, e Teheran risponde colpendo anche l’area del Golfo. Una situazione esplosiva, letteralmente… e il nostro ministro della Difesa dov’è? In trasferta. Incastrato.
Le lezioni insensate di Crosetto
A spiegare che in fondo va tutto bene. Grottesco è un eufemismo: è la fotografia di un Paese che si racconta protagonista e finisce comparsa. Ci avevano garantito centralità. Abbiamo ottenuto irrilevanza certificata. Il peso politico internazionale dell’Italia nei rapporti con Washington è prossimo allo zero termico. Non contiamo nei tavoli che contano, ma contiamo molto nelle conferenze stampa dove spieghiamo quanto contiamo.
Il teatro italiano cambia attori ma non cambia le comiche
È una forma d’arte: l’autoconvincimento elevato a dottrina. Il Governo Meloni aveva promesso autorevolezza. Ha prodotto imbarazzo. Crosetto, pover’uomo, si arrampica sugli specchi con l’energia di chi sa di dover giustificare l’ingiustificabile. Se fosse successo a un ministro grillino, avremmo avuto speciali televisivi, editoriali indignati, processi sommari in prima serata. Qui invece si pratica la nobile arte dell’assoluzione preventiva: “contesto complesso”, “diplomazia silenziosa”, “tempistiche”.
Parole parole parole
Parole nobili per coprire un dato semplice: non eravamo nel giro che decide. È dilettantismo, ma con ambizione imperiale. È incompetenza, ma raccontata come strategia raffinata. E quando il dilettantismo diventa troppo evidente, si aggiungono bugie cosmetiche per renderlo presentabile. Il problema è che la verità filtra: non abbiamo mai contato così poco. Mai. E il dramma non è l’errore. È la pretesa di spacciare l’errore per genialità tattica.
Il teatro italiano cambia attori ma non cambia le comiche
Per contare bisogna saper dire dei no agli alleati. Ma se non dici mai no, non sei un alleato: sei un accessorio, e gli accessori si usano, non si consultano. Si informano gli altri, ma non gli italiani. Si proteggono le relazioni, ma non la dignità.Il teatro italiano cambia attori ma non cambia le comiche. Solo che adesso non siamo nemmeno più i protagonisti della farsa. Siamo il pubblico che applaude mentre viene preso in giro. E la cosa più velenosa è questa: continuiamo a chiamarla leadership.
