Matteo Costacurta, soprannominato da tempo il “Principe”, non è un principe qualunque. Il suo regno non si estende su castelli di epoca medievale o su troni dorati, ma su ville lussuose disseminate in Italia, un attico ai Parioli, una rete di bed & breakfast incastonati addirittura all’interno del Vaticano, e una vita costellata di agi e privilegi raramente concessi a un condannato per tentato omicidio.
Il “Principe”
Già, perché il “Principe”, da un anno e mezzo, dovrebbe trovarsi dietro le sbarre per scontare una condanna pesante: 14 anni di carcere. Una pena che nella teoria dovrebbe rappresentare l’inevitabile conseguenza per chi ha attentato alla vita di un’altra persona. Ma la realtà, come spesso accade nei piani alti del potere e dei soldi, è molto diversa.
Il soggetto in questione fa girare i soldi
Matteo Costacurta non è in carcere, né lo è mai stato per più di qualche giorno. Dal maggio 2024, ha trovato rifugio tra le mura del Nomentana Hospital, una clinica privata immersa nel verde, dotata di piscina, giardino all’inglese e personale specializzato in riabilitazioni “esclusive”. Ufficialmente, si trova lì per recuperare da due interventi all’anca, ma le sue giornate sembrano lontane anni luce dalla sofferenza di un paziente comune.
Il “Principe”
C’è chi sostiene che abbia bisogno di fisioterapia, trattamenti specifici e nuoto terapeutico. C’è chi dice che stia semplicemente vivendo in una bolla dorata, lontano dagli occhi indiscreti delle carceri italiane. E poi c’è chi, con discrezione, si chiede come sia possibile che un uomo condannato per un crimine così grave riesca a trascorrere la sua pena in un hotel a cinque stelle camuffato da ospedale.
La ccorruzione?
La risposta, come spesso accade in Italia, potrebbe trovarsi tra le pieghe della corruzione, dei favori sottobanco, delle connivenze tra criminalità e istituzioni. Per ottenere questo tipo di trattamento, non basta la fortuna o un buon avvocato: ci vogliono giudici compiacenti, primari corrotti e un giro criminale alle spalle. Un’organizzazione in grado di sistemare i dettagli, di scrivere certificati medici ad hoc, di spostare sentenze e di far slittare esecuzioni di pena con una telefonata.
Il “Principe”
Un sistema che protegge i ricchi, gli intoccabili, coloro che, a differenza della gente comune, possono permettersi di “scontare” la pena in costume da bagno, con un cocktail in mano e il massaggio linfodrenante dopo la piscina.
