Il popolo statunitense vive la stupidità dei suoi inutili presidenti come una condizione permanente, quasi fisiologica, tramandata di amministrazione in amministrazione come un’eredità tossica. Non è solo una questione di cattiva politica, ma di un vuoto culturale ostentato con arroganza, mascherato da potenza militare e da superiorità morale autoproclamata.
Il popolo statunitense vive la stupidità dei suoi inutili presidenti
Cos’è che distingue il popolo ameregano dal resto del mondo? La convinzione violenta che la forza possa sostituire il pensiero, che i bombardieri possano rimpiazzare i libri, che il dollaro possa comprare anche la dignità della storia. Il buon Frank Zappa, con la lucidità dei veri irregolari, ci ha lasciato una descrizione perfetta del suo popolo, senza indulgenza e senza patriottismi di facciata. “La cosa che distingue gli americani dal resto delle culture del mondo è che siamo così fottutamente stupidi. Questo paese esiste da un paio di centinaia d’anni e pensiamo di essere i migliori, e non ci rendiamo nemmeno conto che altri paesi hanno migliaia di anni di storia e cultura e ne sono fieri”.
Analisi e cultura
Non è una provocazione rock è una diagnosi. Una radiografia impietosa di una nazione che confonde la sua esistenza stupida con una missione divina. Quando questa ignoranza si affaccia sulla scena internazionale, diventa grottesca. “Quando trattiamo con la politica estera come fossimo un grande paese forte, devono ridere dentro di loro di noi perché non siamo niente. Siamo culturalmente niente. Non significamo niente, siamo interessati solo al profitto”. Qui non c’è odio, c’è disprezzo razionale. Perché un popolo che riduce ogni relazione al profitto, ogni conflitto a un’opportunità economica, ogni differenza a una minaccia, è un popolo che ha rinunciato a essere civile.
Il popolo statunitense vive la stupidità dei suoi inutili presidenti
Questa è la definizione per eccellenza del popolo ameregano e a questo punto, viene naturale evocare Alberto Sordi: “Americà facce Tarza’”. La caricatura che diventa realtà. Maduro è stato attaccato! Maduro appoggiava il concetto russo, prendeva petrolio dall’Iran, attaccava pubblicamente Netanyahu: tanto basta. Nella mente binaria degli stupidi ameregani, questo equivale a “nemico”. E il nemico non si discute, si bombarda.
Perché?
Perché? Perché la loro cultura, figlia di galere, deportazioni e scarti d’Europa, non ha mai imparato il valore della parità, dell’uguaglianza, del civismo avanzato. “Gli Stati Uniti sono una tenda da campo nella civiltà. Abbiamo duecento anni di stupidità alle spalle e pensiamo di essere al livello di chi ha fatto cultura per migliaia di anni”. È un’immagine brutale ma precisa: una struttura provvisoria che pretende di insegnare architettura a chi ha costruito cattedrali. L’attacco al Venezuela invoca il boicottaggio degli USA, il distacco dalla politica unitaria atlantistica, il rifiuto di una visione protestante e bigotta del mondo, indotta da una religiosità di mercato.
Il nulla…
Un popolo creato nella muffa delle galere non può che temere la cultura: perché la cultura smaschera, divide il vero dal falso, e rende ridicola ogni pretesa di dominio.
