Gaza è il dolore che una madre prova per un figlio sfregiato a vita. Abbiamo occhi e cuori così stanchi che non riusciamo ad alzarci da quel divano. Dovremmo combattere con tutte le nostre forze per dal forza alle forze di chi non ha più forza… ma noi abbiamo tanto: soldi, aperitivi, palestre, case, tette finte, addominali e pettorali siliconati, soldi in banca, una bella macchina… e un cesto di corna in testa… perché siamo evanescenti e inutili per questa vita.
Gaza è il dolore che una madre prova per un figlio sfregiato a vita
Gaza: i bambini e le mamme di Gaza, hanno bisogno di gente sana di mente che combatte per loro… ma noi abbiamo solo a parole, propositi di pace… “oddio mio quanto sono bravi quelli della Flotilla”… davanti alla tv è facile dirlo. Davanti la tv basta perdersi nel: grande fratello, nel Sanremo, nelle partite … “oddio quanto è bono Mengoni roba sprecata”… ma fatela finita.
Sangue chiama sangue
Gaza è il cuore di una madre sventrata: la creazione. Poveri mentecatti pieni di certezze, capaci solo di infilare la testa sotto la sabbia perché la verità è assurda: i cannibali? Perché saperne, Epstein files… meglio non approfondire… bambini massacrati? Oddio che criminali… mentre la tv cantava tropicana ye. È tempo di vino novello, quello di anime e menti vere e non strutturate da strutture mascherate da strutture sane. A voi Sal DaVinci, a voi Mengoni a voi il grande fratello e i pompini gratuiti dietro le quinte di una società morente.
