Francesco De Gregori: la voce del silenzio. L’artista, quello che può definirsi Artista, ha l’obbligo morale di impegnare il suo intelletto nella società. Lo schierarsi è proprio della cultura quindi, Signor Francesco De Gregori detto Er Principe, cerchi di comprendere che, chi ascolta le sue canzoni ed è fortunato, più o meno riesce a scorgere la sua posizione politica (come elettorato) ma, ahimè, spesso nulla di più.

Francesco De Gregori: la voce del silenzio

Gli Artisti e il loro esporsi intellettualmente: Bob Dylan, John Lennon, Patti Smith, Neil Young e molti altri, hanno spesso rovesciato le carte sul tavolo della storia. Il suo giudicare il Boss, ammesso che Bruce Springsteen la conosca, è da artisti e non da Artisti. In un periodo storico in cui il genocidio è giustificato è compito dell’intellettuale, che sia un Artista, filosofo o politico… guidare l’intellighenzia affinché anch’essa guidi a sua volta le genti. Forse per lei è un pelino scomodo o forse, lei non fa parte neanche dell’intelligenzia ma semplicemente della massa neutra che racconta il suo pensiero a se stessa.

Non è solo estetica ma formazione socio culturale

Perché l’arte non è soltanto estetica, non è soltanto emozione, non è soltanto la capacità di scrivere una bella canzone o un grande romanzo. L’arte è anche responsabilità. È il coraggio di assumersi il peso delle proprie parole quando il silenzio diventa complicità, quando l’equidistanza finisce per trasformarsi in una forma di comoda rinuncia.

Francesco De Gregori: la voce del silenzio

La storia non ricorda chi ha saputo restare nel mezzo, ricorda chi ha avuto il coraggio di esporsi pagando anche un prezzo personale. L’intellettuale non è chiamato a compiacere il pubblico, ma a disturbare le coscienze, a mettere in crisi le certezze, a costringere la società a guardarsi allo specchio.

Libero di essere artista

Lei può naturalmente scegliere di non farlo. È una libertà che nessuno le può negare. Ma allora accetti anche che qualcuno distingua tra il grande autore di canzoni e l’Artista capace di incidere sul proprio tempo. Perché le opere possono attraversare le generazioni, ma sono le idee, quando vengono difese senza convenienza e senza paura, a cambiare davvero il corso della storia. E un’epoca come questa, attraversata da guerre, propaganda e profonde fratture morali, non ha bisogno di altri osservatori. Ha bisogno di coscienze disposte a parlare, anche quando parlare costa.

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