Forze paramilitari della estrema destra Europa sono in movimento. Ci sono cose in azione che non possono essere più fermate. Queste cose si sono messe in azione da tempo senza tempo e ce ne renderemo conto soltanto tra un po’. Sono forze che hanno come punto ideologico delle massonerie occidentali.
Forze paramilitari
Quelle “Illuminazioni” di un tempo ora agiscono con altri nomi. Hanno creato in Europa coscienze di ordine e identità cristiane, intolleranti alle migrazioni medio orientali e africane ma, soprattutto anti islamiche. Questi gruppi di estrema destra agiscono e manifestano indisturbati spesso con i benestare e il sostegno della popolazione.
Il Nord Est europeo è in movimento
In questo momento storico molto è focalizzato in Polonia, Ucraina, Slovenia, Svezia e Norvegia. I gruppi sono spesso guidati da ex combattenti o persone venute dalle gabbie delle arti marziali estreme. La massoneria statunitense foraggia questi movimenti. Nuovi personaggi sono ben graditi se mettono la loro esperienza a disposizione di questa pratica. In Italia, questa tendenza, non è rappresentata da questo governo… ma sicuramente dal prossimo si.
Forze paramilitari in movimento
Mi aspetto che Giorgia Meloni sia nuovamente vincitrice della prossima campagna elettorale ma avrà nel suo interno colui che porterà l’Italia del futuro a essere non subalterna, ma estensione dei poteri estremi, che sia la massoneria di estrema destra o la combinazione tra quella vaticana e quella statunitense. Il Generale Vannacci sarà colui che aprirà le porte al nuovo KKK. Avrà estensioni e visioni più moderne forse anche espansionistiche… così da poterli respingere direttamente dal loro territorio. Saranno pronti i nostri figli a veder morire l’etica del civismo?
Uno scenario nero
Se questo scenario dovesse prendere forma, non nascerà con il rumore dei cingoli o con l’irruzione violenta nelle piazze. Arriverà in modo graduale, quasi invisibile, attraverso parole che appariranno rassicuranti, ordine, sicurezza, identità, difesa dei confini, protezione della cultura nazionale.
Forze paramilitari e la storia
La storia insegna che le grandi trasformazioni autoritarie non si presentano mai dichiarandosi tali. Si insinuano nel linguaggio quotidiano, alimentano paure reali, indicano nemici sempre nuovi, semplificano problemi complessi fino a ridurli a una contrapposizione permanente tra un “noi” e un “loro”.
Il nero estremo o la rivolta?
In questo clima, il dissenso rischia di essere percepito come un tradimento, la solidarietà come debolezza, il pluralismo come un ostacolo da rimuovere. Non è la forza delle idee a prevalere, ma la capacità di mobilitare emozioni primarie, rabbia, frustrazione, senso di abbandono. Il vero interrogativo non riguarda soltanto il destino dei governi o dei leader politici. La domanda più profonda riguarda la tenuta delle istituzioni democratiche, della scuola, dell’informazione, della cultura civica.
Miti e simboli
Ogni epoca produce i propri simboli e i propri miti. Ogni società attraversata dalla paura cerca uomini forti, risposte immediate, appartenenze assolute. Ma la democrazia vive di dubbi, di confronto, di mediazione, di conflitto regolato.
Forse il rischio più grande non è l’arrivo di un nuovo estremismo organizzato, ma l’assuefazione collettiva alla sua normalizzazione.
Forze paramilitari e disumanizzazione
Perché il giorno in cui smetteremo di indignarci davanti alla disumanizzazione dell’altro, quel giorno non avremo perso soltanto una battaglia politica, avremo perso qualcosa di molto più prezioso, la capacità di riconoscerci come comunità umana prima ancora che come cittadini. Ripeto la domanda: saranno pronti i nostri figli a veder morire l’etica del civismo?
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