Elly Schlein non è una segretaria di partito è un guazzabuglio di parole dette alla rinfusa e teorie asettiche che non portano beneficio a nessuno. Intendiamoci: io sono socialista fino al midollo quindi, non sopporto né la sinistra estrema né la destra estrema. Ma quando sento la Schlein dire che il governo sbaglierebbe a riaprire i canali diplomatici e commerciali con Mosca mi vengono i brividi.

Elly Schlein è un guazzabuglio di parole

Mi vengono perché mi fa capire che è allineata a una Europa fuori di testa, talmente infilata nel culo di Trump da essere tutt’uno con i pensieri malsani che non escono propriamente dalla sua testa. La Russia è una vittima della politica NATO! La “svizzera” Elly dovrebbe capirlo, soprattutto dovrebbe cavalcare l’onda degli anti guerra e troverebbe una marea di altri consensi, invece cosa fa? Si rifugia nella storiella che anti Russia è bello… quelli di sinistra? Come se la Meloni rinnegasse faccetta nera.

Il punto…

Quindi il punto diventa un altro, molto più scomodo: che tipo di sinistra rappresenta davvero Elly Schlein? Perché qui non siamo davanti a una linea politica, ma a una rincorsa affannata alla rispettabilità nei salotti buoni dell’atlantismo. Una sinistra che non disturba, che non graffia, che non mette in discussione i dogmi della NATO e che anzi, li interiorizza come se fossero verità rivelate non è una sinistra.

Elly Schlein è un guazzabuglio di parole

Il cortocircuito è evidente: si parla di pace ma si accetta il paradigma della guerra permanente; si invoca il dialogo ma si chiudono le porte proprio quando la diplomazia dovrebbe lavorare di più, non di meno. E mentre il mondo si muove – tra potenze emergenti, nuovi equilibri e crepe sempre più visibili nell’ordine globale – una parte della sinistra europea resta immobile, incollata a una narrazione che odora di Guerra Fredda riscaldata male.

Qui il paradosso diventa quasi grottesco: chi dovrebbe rappresentare una visione alternativa finisce per sembrare la copia sbiadita di ciò che dovrebbe combattere. Non è più una questione di destra o sinistra, ma di autonomia di pensiero.

La scintilla mancante

L’autonomia di pensiero? Quando quella manca, resta solo una eco stanca, una politica che non guida ma segue, che non anticipa ma rincorre. In questo vuoto, il consenso non si costruisce: si disperde. Perché gli elettori, anche quelli più fedeli, percepiscono quando manca il coraggio, e senza coraggio, la politica diventa solo amministrazione dell’esistente… o peggio: una recita senza pubblico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *