C’è qualcosa di profondamente grottesco nel ritornello ripetuto da Donald Trump: l’Iran non deve avere l’atomica perché potrebbe usarla contro Israele. Una formula che viene venduta come prudenza strategica ma che, osservata senza il filtro della propaganda, assomiglia più a una favola raccontata per addormentare le coscienze. Perché se davvero il problema fosse il pericolo nucleare, allora il primo banco degli imputati dovrebbe essere occupato da chi quelle armi le possiede già. Gli Stati Uniti, la Francia, la Regno Unito, la Germania — che pur non potendo riarmarsi dopo la guerra ospita comunque testate americane — e poi ancora Italia, Paesi Bassi, fino all’India.
Donald Trump: l’Iran non deve avere l’atomica
Tutti Stati che custodiscono arsenali capaci di cancellare città intere. Eppure, quando le bombe sono nelle loro mani, diventano improvvisamente strumenti di “sicurezza”, di “equilibrio”, di “deterrenza”.Ma quando la stessa possibilità riguarda un paese fuori dal club occidentale, la narrazione cambia. Allora l’atomica diventa barbarie, irresponsabilità, minaccia alla civiltà. È qui che l’argomento comincia a puzzare di ipocrisia.
I veri terroristi
Perché chi oggi si erge a giudice morale del mondo è spesso lo stesso che, negli ultimi decenni, ha giocato con il fuoco del terrorismo come fosse una pedina geopolitica. Gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati europei — Francia, Regno Unito, Germania e altri satelliti della galassia atlantica — hanno più volte alimentato, armato o utilizzato gruppi estremisti nelle guerre per procura del Medio Oriente. Non per difendere la libertà, ma per mantenere l’instabilità in un’area strategica, dove petrolio, gas e rotte geopolitiche valgono più di qualsiasi discorso sui diritti umani.
Donald Trump: l’Iran non deve avere l’atomica
Il risultato è stato un paradosso gigantesco: l’Occidente denuncia il terrorismo mentre allo stesso tempo ne sfrutta l’esistenza per giustificare interventi militari, basi permanenti e campagne di destabilizzazione che hanno devastato intere società.E in questo teatro dell’assurdo, anche in Europa si recita lo stesso copione. Leader come Giorgia Meloni ripetono la formula magica secondo cui Israele avrebbe sempre e comunque il diritto di difendersi. Anche quando l’azione militare diventa espansione territoriale, pressione permanente sui paesi arabi e tensione cronica nella regione.
La falsità occidentale
Così la morale internazionale diventa una geometria variabile: le armi sono legittime se stanno nelle mani “giuste”, il terrorismo è inaccettabile solo quando non serve agli interessi geopolitici dell’Occidente, e la sicurezza diventa una parola che giustifica qualsiasi cosa.Quando la giustizia diventa un privilegio riservato a pochi, smette di essere giustizia. Diventa soltanto dominio travestito da ordine mondiale.
