la notte ha i vostri nomi: diamo la caccia a Netanyahu. A Gaza la notte non finisce quando arriva il sole, continua sotto il cemento, nelle coperte che diventano sudari, nelle braccia dei padri rimaste vuote mentre il mondo discute il vocabolario della strage; chiamatela sicurezza, chiamatela necessità militare, il sangue dei bambini continuerà a sporcare le vostre parole fino a renderle illeggibili.

Diamo la caccia a Netanyahu

Una commissione indipendente dell’ONU ha concluso che Israele ha commesso un genocidio, Netanyahu è destinatario di un mandato d’arresto per crimini di guerra e contro l’umanità. Le accuse attendono giudizio, ma io chiamo politica del terrore quella che lascia una popolazione tra fame, macerie e paura, mentre i suoi difensori pretendono persino il silenzio delle vittime. Lo avevate a disposizione al discorso alle Nazioni Unite e non lo avete arrestato… complici!

Trump vende finti accordi

Trump si mette la pace all’occhiello mentre la sua amministrazione prepara altre bombe per Israele, come se si potesse medicare una ferita continuando ad affondarci la lama; sotto quella recita diplomatica sento il rumore dei contratti, il cinismo di chi promette un domani e intanto arma la distruzione dell’oggi.

Signora Meloni, sospendere il rinnovo dell’accordo di difesa è un passo che non basta a ripulire la coscienza politica del vostro governo; voglio conseguenze per chi viola il diritto internazionale, perché le condoglianze istituzionali diventano oscene quando vengono deposte sulle macerie senza il coraggio di disturbare gli alleati.

Diamo la caccia a Netanyahu: è un atto di civismo avanzato

Il governo italiano abbia la decenza di guardare quei morti senza il paravento di questa prudenza del cazzo, una nebbia elegante dentro cui la responsabilità scompare; il vostro prestigio vale quanto il coraggio di disturbare Washington, altrimenti resta una cravatta ben annodata sopra il cadavere della vostra credibilità.

Ai sionisti che difendono occupazione, colonizzazione e superiorità nazionale dico che una patria costruita negando quella altrui porta dentro una ferita che nessuna propaganda può chiudere. La memoria delle persecuzioni dovrebbe impedire nuove persecuzioni, mentre voi la trascinate dentro una giustificazione politica che ne umilia il significato. Dovreste essere resi a brandelli figli di Baal.

Se è antisemitismo allora sia

Se pretendete di chiamare antisemitismo il mio anticomunismo per obbligarmi ad appoggiare un genocidio, respingo il ricatto e sono orgoglioso del mio antisionismo. Rifiuto l’odio verso gli ebrei, perché nessun popolo risponde collettivamente delle scelte di un governo, e questa convinzione mi impedisce di accettare che i palestinesi vengano condannati insieme.

Voglio giustizia, responsabilità individuali e sanzioni efficaci, voglio che il diritto smetta di inginocchiarsi davanti alla forza. Netanyahu, Trump, Signora Meloni, la vostra retorica non restituirà un figlio a sua madre, e nessuna bandiera potrà coprire per sempre la vergogna di chi ha scelto il potere sopra la vita.

© Fabio Fiorina

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