Chi si occupa dell’umanità? Non chi la blandisce, non chi la asseconda, non chi ne accarezza i vizi scambiandoli per diritti naturali. Dell’umanità si occupano soltanto coloro che la amano abbastanza da non inginocchiarsi davanti alle sue follie.
Chi si occupa dell’umanità?
Amare l’essere umano è un atto severo, mai indulgente. È una forma di responsabilità che pesa più di qualsiasi condanna, perché implica il coraggio di dire no quando il mondo chiede di essere giustificato a ogni costo. L’umanità è fragile, ma anche manipolatrice. È ferita, ma sa usare le proprie ferite come armi. Chi confonde l’amore con la resa finisce per diventare complice della sua autodistruzione. Perché l’essere umano, se lasciato ai propri capricci, non sceglie la luce: sceglie la scorciatoia, l’alibi, la menzogna rassicurante.
Amarlo è un atto d’amore?
Amarlo davvero significa non seguirlo quando corre verso il baratro chiamandolo progresso. Non si può aiutare l’essere umano rinunciando a se stessi. Chi lo fa, chi sacrifica i propri principi sull’altare del consenso, non salva nessuno: si dissolve… e nel dissolversi contribuisce a rendere l’umanità ancora più debole, ancora più dipendente, ancora più incapace di sostenere il peso della libertà. Il prezzo dell’amore senza struttura è sempre lo stesso: il caos.
Chi si occupa dell’umanità?
Amare l’essere umano richiede metodi, richiede disciplina, richiede una visione che vada oltre l’emozione del momento. È un amore che costruisce argini, non carezze; che indica limiti, non scuse. Perché i limiti non sono una violenza: sono una forma di rispetto. Solo chi rispetta se stesso può rispettare l’altro senza annullarlo. Chi si occupa dell’umanità, dunque, è spesso solo.
La menzogna del ricatto
Viene accusato di durezza, di freddezza, di mancanza di empatia. Ma l’empatia vera non è piangere insieme: è restare in piedi quando tutto spinge a crollare. È assumersi l’impopolarità di una verità necessaria. È tenere ferma la rotta mentre la tempesta urla che sarebbe più facile lasciarsi andare.L’umanità non ha bisogno di salvatori isterici né di custodi servili. Ha bisogno di adulti morali. Di individui capaci di amare senza farsi divorare, di aiutare senza scomparire, di tendere la mano senza perdere la schiena dritta. Perché solo chi non soccombe all’essere umano può, davvero, prendersene cura.
