Sabato 26 settembre la Formula 1 correrà a Baku, dove il rettilineo sembra promettere libertà, ma ogni muro presenta immediatamente il conto salato. Il circuito misura 6,003 chilometri, conta venti curve e richiede cinquantuno giri, mescolando velocità estrema, frenate brutali e vicoli strettissimi nel centro storico. Sul rettilineo di 2,2 chilometri conta avere poca resistenza aerodinamica, mentre davanti alle mura antiche serve una monoposto davvero docile, precisa, quasi paziente. Chi sceglie troppa velocità rischia nelle curve, chi cerca soltanto aderenza diventa bersaglio facile quando gli avversari arrivano lanciati sul lunghissimo rettilineo principale.
Baku: il gran premio delle incognite
Il mio favorito resta Kimi Antonelli, otto vittorie stagionali e un margine importante in classifica, anche se Baku non concede assicurazioni ai capolista. La prima sessione ha mandato un messaggio diverso: George Russell davanti a Verstappen, Leclerc e Hamilton, mentre Antonelli si fermava per problemi idraulici. Sono prove libere, quindi nessuna sentenza; eppure Russell ha mostrato una Mercedes capace di interpretare bene il tracciato, almeno nelle condizioni iniziali odierne. Verstappen resta il rivale oggi più pericoloso, perché sa trasformare una frenata impossibile in un sorpasso e approfittare immediatamente delle minime esitazioni altrui.
Leclerc il dubbio perenne
Leclerc conosce questi muri, ha conquistato ben quattro pole position a Baku e potrebbe riportare Ferrari davanti, purché il passo gara regga davvero. Anche Hamilton merita attenzione: il quarto tempo iniziale lascia intuire una Ferrari competitiva, ma per vincere serviranno strategia pulita e gomme ben gestite. Norris e McLaren arrivano con ambizioni autentiche, sebbene la prima sessione sia stata complicata: una giornata difficile non cancella certo il loro potenziale.
Baku: il gran premio delle incognite… compreso il clima
Il cielo, per ora, promette tempo asciutto: venerdì le raffiche potrebbero essere forti, sabato meno intense, con temperature intorno ai ventisei gradi centigradi. Se resterà asciutto, conteranno efficienza sul lungo rettilineo e gestione delle gomme; Antonelli e Russell partiranno con davvero qualcosa in più, sulla carta. Con vento laterale improvviso e forte, invece, la frenata diventa una trappola: Verstappen potrebbe sfruttare esperienza e coraggio, mentre Leclerc cercherebbe precisione assoluta. Una pioggia inattesa ribalterebbe tutto, ma oggi non è affatto prevista; inventare un temporale per vendere suspense sarebbe giornalismo di plastica senza vergogna.
Qui una bandiera rossa, una safety car improvvisa o una sosta sbagliata possono strappare il pronostico dalle mani del pilota apparentemente più veloce. Il mio azzardo è Russell davanti ad Antonelli e Verstappen, con Leclerc pronto a smentirmi: a Baku anche il cronometro deve chiedere permesso.
