Singapore: Verstappen azzanna la gara e alla Ferrari resta la fame. Singapore accende le luci, ma a spegnere le illusioni della concorrenza ci pensa Verstappen, che si prende il Gran Premio davanti a Leclerc e Antonelli, mostrando quanto pesi ancora il suo talento quando la Red Bull gli consegna una macchina capace di rispondere; la Ferrari torna a farsi vedere, mostra i denti, riaccende quella speranza che il popolo rosso custodisce, però il trofeo finisce nelle mani altrui e il secondo posto lascia una fame difficile da addomesticare.
Singapore: Verstappen azzanna la gara e alla Ferrari resta la fame
Leclerc tiene alta la bandiera di Maranello, ma il sorriso del podio non può cancellare il conto presentato all’altra Ferrari: Hamilton sceglie di restare fuori durante la Virtual Safety Car, la scommessa non paga e chiude sesto; una decisione che merita un’analisi seria, perché il prestigio del nome non regala aderenza alle gomme e nessun curriculum può riscrivere il risultato, mentre ai tifosi rimane quella sensazione di avere intravisto qualcosa di più e averlo lasciato scivolare via.
Fuori classe…
Antonelli, intanto, sale sul terzo gradino e continua a dare sostanza alle ambizioni mondiali, con quella capacità di raccogliere punti che distingue chi attraversa una stagione da chi prova a dominarla; il ragazzo italiano merita attenzione senza essere soffocato dalla retorica patriottica, perché la sua crescita va giudicata in pista, dove i complimenti valgono poco e ogni posizione conquistata pesa, soprattutto quando gli avversari hanno esperienza, mezzi e voglia di fermarti.
Singapore: Verstappen azzanna la gara e alla Ferrari resta la fame
Per la Ferrari resta una gara incoraggiante, accompagnata però da una domanda che non ammette comunicati profumati: quando questa competitività tornerà a tradursi in una vittoria, senza lasciare al pubblico il piacere di esserci andati vicino; Maranello ha costruito la propria leggenda vincendo, adesso deve trasformare i segnali in risultati, perché la passione può sopportare una sconfitta, persino molte sconfitte, ma pretende chiarezza, scelte lucide e una squadra capace di dare un seguito alle promesse.
© Fabio Fiorina – centorighe.com
