Arrivano a pagare falsi sondaggi per mantenere a galla alleati ormai politicamente distrutti. Nell’articolo di ieri, firmato dal direttore editoriale Fabio Fiorina, si legge: “L’ultimo anno dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non è stato una fase di consolidamento, ma un logoramento progressivo. Silenzioso, ma evidente”. Mai definizione fu più centrata.Infatti, tra la frattura interna alla Lega e le uscite sempre più scollegate dalla realtà politica di Tajani, questo governo ha imboccato una traiettoria di auto-sabotaggio.

Arrivano a pagare falsi sondaggi

Non c’è più una linea, non c’è più una visione: c’è solo gestione del danno. E quando la politica smette di governare, inizia a raccontarsela. Nasce così la fabbrica dei sondaggi “aggiustati”. Non rilevazioni, ma strumenti di sopravvivenza. Numeri che non descrivono il Paese reale, ma servono a tenere insieme una coalizione che nella realtà si è già sfaldata. La Lega inchiodata a un 7% che somiglia più a un respiratore artificiale che a consenso. Forza Italia spinta verso un improbabile 8%, come se bastasse una percentuale a restituire identità a un partito che l’ha persa da tempo.

Inquietante

Ma il punto più inquietante è un altro: questi numeri non parlano agli elettori, parlano agli alleati. Sono messaggi interni, anestesia politica per evitare il collasso immediato. Una narrazione costruita per rimandare l’inevitabile. Nel frattempo, fuori da questa bolla statistica, il Paese resta fermo. I problemi si accumulano, le crepe si allargano, e il dibattito pubblico viene soffocato da grafici che raccontano una stabilità che non esiste.

Arrivano a pagare falsi sondaggi

È qui che si misura il vero fallimento: quando un governo ha bisogno di manipolare la percezione per sopravvivere, significa che ha già perso il contatto con la realtà. E allora si va avanti così, tra illusioni numeriche e propaganda travestita da analisi, mentre il consenso vero — quello reale — continua a sgretolarsi.Fino al punto in cui nemmeno i numeri inventati basteranno più a nascondere il vuoto.

Di Cento Righe

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