Le imprese del turismo organizzato lanciano un appello forte e chiaro: “stesso mercato, stesse regole”. Dopo il recente voto del Parlamento Europeo sulla revisione della Direttiva pacchetti turistici (2015/2302/UE), le sette principali associazioni di categoria – tra cui Astoi Confindustria Viaggi, Assoviaggi e Fiavet – hanno espresso profonda preoccupazione per gli effetti concreti che la riforma potrebbe generare.

Turismo organizzato lancia appello

Secondo le aziende del settore, le nuove norme, nate con l’intento di rafforzare la tutela dei consumatori, rischiano di produrre l’effetto opposto. L’introduzione di obblighi economici e burocratici sempre più stringenti per i tour operator e le agenzie di viaggio tradizionali finisce infatti per spostare la domanda verso piattaforme digitali e intermediari non soggetti agli stessi vincoli normativi.

Mercati paralleli

Questi ultimi, spesso registrati fuori dall’Unione Europea, operano in mercati paralleli dove le garanzie per i viaggiatori risultano deboli o addirittura inesistenti. Il turismo organizzato, che in Italia vale oltre 15 miliardi di euro e garantisce circa 300 mila posti di lavoro, chiede quindi un principio di equità regolatoria. Se l’obiettivo delle istituzioni europee è davvero quello di assicurare maggiori diritti ai consumatori, allora la disciplina dovrebbe essere estesa a tutte le forme di intermediazione, comprese le grandi OTA (Online Travel Agencies) e i marketplace globali.

Turismo organizzato

Diversamente, si rischia di penalizzare solo chi rispetta già regole severe in termini di responsabilità, rimborsi e assistenza. Le associazioni ricordano inoltre come il settore abbia affrontato anni difficili a causa della pandemia, sostenendo ingenti costi per rimborsare i clienti e garantire la continuità operativa. Ora, un ulteriore irrigidimento normativo senza misure di compensazione potrebbe compromettere la sopravvivenza di molte imprese. In sostanza, la richiesta delle imprese è semplice ma cruciale: tutele sì, ma uguali per tutti, in modo che il consumatore sia protetto senza distorcere il mercato né sacrificare la competitività del turismo organizzato europeo.

Di Cento Righe

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