Roma, l’orrore oltre la morte. Esiste un limite oltre il quale la negligenza diventa profanazione, il lavoro si trasforma in barbarie e ogni giustificazione provoca soltanto nausea.
Quanto sarebbe accaduto nei cimiteri Flaminio-Prima Porta e Maccarese supera quel limite, calpestando l’ultimo diritto riconosciuto a ogni essere umano: riposare dignitosamente.
Secondo gli accertamenti interni di Ama, alcune salme sarebbero state ridotte nelle cassette ossario prima del completamento della mineralizzazione dei tessuti.
Roma, l’orrore oltre la morte
Non soltanto ossa, dunque, ma corpi ancora non completamente decomposti, manipolati e presumibilmente spezzati per essere stipati dentro contenitori più piccoli, liberando anticipatamente i loculi.
Il direttore generale Simone Proietti ha spiegato che le anomalie furono segnalate da operatori onesti, ai quali va riconosciuto il coraggio di non tacere.
Grazie alle loro segnalazioni, durante l’estate sono partite verifiche interne ed esterne che avrebbero individuato due squadre responsabili e due cassette irregolari.
Licenziati in tronco
Ama ha disposto sette licenziamenti e quattro sospensioni, modulando i provvedimenti secondo le responsabilità accertate, mentre gli atti vengono trasmessi all’autorità giudiziaria.
Un cimitero non è un magazzino da svuotare, una salma non è materiale da comprimere, un loculo non è spazio commerciale da recuperare frettolosamente.
Dietro ogni bara esiste una persona amata, esistono figli, coniugi, genitori che affidano alla collettività ciò che resta dei propri legami più profondi.
Roma, l’orrore oltre la morte
Pensare che quei corpi possano essere stati fatti a pezzi per accelerare una procedura significa assistere alla trasformazione della morte in una pratica da sbrigare.
Adesso la magistratura dovrà chiarire responsabilità, eventuali vantaggi e dimensione reale degli episodi, senza fermarsi alle due cassette finora individuate dagli accertamenti.
Servono controlli continui, tracciabilità delle operazioni, verifiche indipendenti e risposte immediate alle famiglie, perché la pietà verso i morti misura la civiltà dei vivi.
Chi ha profanato quella fiducia non ha oltraggiato soltanto alcune salme, ha ferito Roma intera, lasciandole addosso un odore nauseante che nessun comunicato cancellerà.
© Lay Di Pietro
