Paul Magnette, leader del Parti Socialiste belga, ha dichiarato al Parlamento federale del Belgio che il Paese non dovrebbe inviare “neanche un solo soldato, neanche una sola arma” a sostegno della guerra in Iran.
Paul Magnette, leader del Parti Socialiste belga
Ha definito gli attacchi una violazione del diritto internazionale e ha elogiato Pedro Sánchez per essersi rifiutato di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari spagnole, una posizione che ha portato Trump a minacciare di interrompere tutti i rapporti commerciali con la Spagna.Sánchez ha risposto con un discorso alla nazione, dichiarando “no alla guerra” e affermando che la Spagna non sarebbe stata “complice per paura di ritorsioni”.
Un NO deciso
Il ministro della Difesa belga, Francken, ha confermato che il Paese non si unirà agli Stati Uniti e a Israele, limitando qualsiasi ruolo a un’eventuale assistenza difensiva, se richiesta.Magnette ha scritto su X che gli attacchi “fanno parte di una pericolosa spirale” e che “l’Europa deve rompere il silenzio”. Il Belgio si unisce così a Spagna, Danimarca, Francia e Italia nell’opporsi al conflitto.
