Chiedere la sospensione immediata delle misure adottate contro le ONG internazionali non è un atto di diplomazia: è un atto di sopravvivenza morale. Perché quando Israele colpisce chi cura, chi sfama, chi raccoglie i corpi sotto le macerie, non sta difendendo la sicurezza: sta seppellendo l’ultima foglia di fico di una narrazione già marcia.
ONG: chiedere la sospensione immediata delle misure adottate contro
Le ONG non sono il nemico. Sono l’ossigeno che resta quando la politica ha deciso di trattenere il respiro fino alla morte dell’altro. Difendere il pieno rispetto dell’operatività umanitaria significa smascherare l’indegna equazione tra aiuto e terrorismo. Un’equazione infame, costruita per legittimare l’assedio totale, per criminalizzare la compassione, per trasformare il pane in un’arma e la medicina in una colpa.
Un linguaggio tossico
È un linguaggio tossico, deliberato, che serve a disumanizzare un popolo intero affinché la sua sofferenza diventi rumore di fondo, statistica, danno collaterale. Ma la fame non è un’ideologia. Il dolore non è un’organizzazione armata.Tutela degli interventi finanziati dalla Cooperazione italiana vuol dire una cosa sola: non essere complici.
ONG: chiedere la sospensione immediata delle misure adottate contro
Ogni euro destinato all’aiuto che viene ostacolato, sequestrato, delegittimato è una firma apposta sotto un ricatto morale. Se l’aiuto viene sabotato, la cooperazione diventa teatro, gesto vuoto, posa ipocrita per coscienze che non vogliono sporcarsi le mani. Eppure le mani sono già sporche: di silenzi, di distinguo, di equilibrismi indecenti. Attivarsi in sede europea e multilaterale per salvaguardare lo spazio umanitario nei territori palestinesi occupati non è opzionale.
ONG: civismo avanzato
È il minimo sindacale della civiltà. Perché lì lo spazio umanitario viene compresso fino a scomparire, schiacciato tra checkpoint, bombardamenti e leggi punitive. Israele non sta solo occupando una terra: sta occupando il diritto di aiutare, sta occupando il vocabolario dell’umano. E allora basta! Basta con la retorica dell’autodifesa usata come passepartout per ogni abuso. Basta con la menzogna che chi soccorre favorisca il terrore. Il vero terrore è la normalizzazione dell’orrore. E chi lo copre, lo giustifica o lo diluisce, non è neutrale: è parte del problema.
