La televisione italiana ha smesso da tempo di essere televisione: Non talk show, non programmi, ma Freak show moderni. Ormai è una gigantesca esposizione zoologica dell’umano degradato. Un laboratorio sociale dove mediocrità, isteria, ignoranza, narcisismo patologico e disperazione affettiva vengono confezionati come intrattenimento di massa. Non più talk show ma veri Freak show moderni.
E il fatto più inquietante è che milioni di persone li divorano ogni giorno come se fossero nutrimento emotivo.
Non talk show, non programmi, ma Freak show moderni
L’elenco è infinito: Uomini e Donne, Tu sì que vales, Grande Fratello, L’Isola dei Famosi, Temptation Island, Pomeriggio Cinque, Ciao Darwin, La Pupa e il Secchione, Forum.
Programmi costruiti scientificamente attorno a tre elementi: umiliazione, conflitto e regressione mentale. La formula è semplice: prendi individui fragili, ignoranti, egocentrici o disperatamente assetati di attenzione, chiudili dentro una dinamica tossica, accendi le telecamere e trasforma il loro squilibrio in prodotto commerciale.
L’esaltazione del nulla
L’amore diventa mercato. La sofferenza diventa share. Il ridicolo diventa linguaggio nazionale.
Maria De Filippi ha costruito un impero perfetto sulla pornografia emotiva travestita da empatia. Finti sentimenti, litigi prefabbricati, esseri umani ridotti a meme viventi che parlano come algoritmi difettosi. Gente che a sessant’anni litiga per una sedia come primati territoriali sotto anestesia cognitiva.
Non talk show, non programmi, ma Freak show moderni
Milioni di spettatori osservano tutto questo con lo stesso spirito con cui nell’antica Roma si guardavano i gladiatori o i deformi nei mercati.
Il punto però non è soltanto chi produce questi programmi. Il vero problema è chi li consuma ossessivamente. Perché una persona mentalmente viva, curiosa, strutturata e culturalmente attiva difficilmente passa cinque ore al giorno a guardare corna, urla, gelosie costruite, opinionisti isterici e pseudo-vip col quoziente intellettivo di un tostapane industriale.
Il metadone televisivo
Questi programmi funzionano come metadone emotivo per masse psicologicamente svuotate. Persone frustrate, annoiate, emotivamente irrisolte, socialmente sedate. Individui che vivono vite così povere interiormente da aver bisogno di assistere al degrado altrui per sentirsi ancora superiori a qualcuno. È voyeurismo sociale! Una forma di necrofilia culturale: guardare il decadimento umano per non pensare al proprio. Infatti il pubblico tipico di questi format spesso sviluppa dinamiche ossessive: identificazione patologica con i concorrenti; dipendenza dal gossip; aggressività tribale online; bisogno continuo di giudicare; compensazione affettiva attraverso vite finte; infantilizzazione permanente.
Freak show moderni
La televisione trash moderna non alza il livello dello spettatore, lo abbassa lentamente fino a renderlo compatibile col prodotto.
Per questo ormai certi programmi sembrano progettati non per intrattenere esseri umani maturi ma consumatori cognitivamente sedati, incapaci di sostenere attenzione, profondità o pensiero complesso per più di trenta secondi consecutivi. La tragedia finale? Molti di questi spettatori credono persino che quello sia “svago”. No! È addestramento alla superficialità. È consumo industriale dell’idiozia. È una lobotomia morbida trasmessa in prima serata.
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