Mi fanno schifo i miei colleghi! Dovrebbero strappargli quel tesserino di merda della lobby dei giornalisti italiani. Mi fanno schifo perché stanno esaltando le ragioni di Trump… Ovviamente riguardo al finto attentato. I rotocalchi RAI o Mediaset sono pieni di incapaci che inneggiano alle verità trumpiane.
Mi fanno schifo i miei colleghi!
Ma quello che mi fa più schifo… Che mi fa vomitare è la linea editoriale servile a cui devono sottostare. Poveri… senza palle incapaci… vorrei vomitarvi addosso ma siete troppo schermati dalla inutilità imprenditoriale per sporcarvi.
Falsa e manipolata
Il punto non è neppure la singola notizia, vera, falsa o manipolata che sia. Il punto è il meccanismo marcio che la trasforma in catechismo mediatico. Stessi toni, stesse facce, stesse pause studiate, stessi “esperti” pescati dal nulla per dire ciò che conviene dire. Non informazione: recita. Non analisi: obbedienza. Non giornalismo: stipendificio della narrazione imposta.Hanno ridotto il mestiere più nobile della democrazia a un call center del potere. Un tempo si cercavano documenti, si facevano domande scomode, si disturbavano i palazzi.
Mi fanno schifo i miei colleghi!
Oggi si liscia il pelo ai potenti, si lucidano scarpe istituzionali, si confezionano emozioni prefabbricate per telespettatori trattati come bestiame da pascolo. Guai a chi rompe il coro. Guai a chi dubita. Guai a chi osa ricordare che il giornalista dovrebbe servire i cittadini e non gli editori, i partiti, i governi, gli sponsor o i padroni travestiti da benefattori. Allora scatta il silenzio, la delegittimazione, la censura elegante dei salotti imbalsamati.
Vomito…
Mi disgustano non solo per ciò che dicono, ma per ciò che tacciono. Per ogni domanda evitata. Per ogni verità lasciata marcire nel cassetto. Per ogni menzogna pettinata e mandata in onda con il sorriso professionale di chi ha venduto l’anima e la chiama carriera. Il problema non siete solo voi. È il sistema che vi ha resi innocui, addomesticati, prevedibili. Figure decorative con microfono in mano e schiena piegata. E chiamano tutto questo pluralismo. No: questo è arredamento del potere.
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